Arbus, l'atleta Christian Concas tra sport e filosofia di vita


di Gianni Vacca
Reduce dalla bella prova alla mezza maratona di Barcellona corsa qualche giorno fa, l’atleta Christian Concas  da quest’anno a difesa dei colori sociali della società Cagliari Marathon Club e tesserato UISP per Arbus  e nella gara in terra di Catalogna con una squadra composta da 26 atleti provenienti da Spagna, Slovacchia, Irlanda, Francia e Italia, si concede alle pagine della Gazzetta per una intervista molto particolare… Hai voluto questa intervista dicendomi di sentire il bisogno di trasmettere qualcosa...partiamo dal principio, vibrazioni positive, alta frequenza... Cosa significa questa affermazione? L'essenza della vita! Condivisione è la parola chiave che spalanca le porte alle vibrazioni positive che ad altissima frequenza si diffondono e contagiano tutti. Spiegati meglio... Viviamo in un’epoca molto fortunata, dove siamo tutti interconnessi e ognuno di noi può trasmettere ovunque e in ogni istante qualsiasi messaggio di pace o di odio. Io ho scelto la prima strada e cerco di trasmettere questo messaggio di positività attraverso le mie passioni! Quali passioni? Sicuramente lo sport è ora al primo posto, ma accompagnato dalla musica, in tutti i sensi, attraverso il mio lavoro di insegnamento dello strumento musicale nelle scuole ma anche in gran parte dei miei allenamenti. La musica mi permette di correre con lo sguardo rivolto sempre verso il cielo e stimolare la creatività e immaginazione. Credo fortemente che il segreto principale per coltivare le nostre passioni e viverle al massimo è uno soltanto ... Quale? Il desiderio...parte tutto da un pensiero. Quante volte cerchiamo delle scuse e diciamo a noi stessi da domani inizio con fare questo e questo e questo...ma il domani diventa una settimana, un mese un anno. Non abbiamo abbastanza tempo per rimandare eppure inganniamo noi stessi fingendo di non averne coscienza. La verità è che non desideriamo abbastanza ciò che vogliamo. Il desiderio è quel pensiero così puro che ci riporta bambini quando a tutti i costi volevamo quel trenino a vapore oppure quella bici, quella bambola o macchina telecomandata. Avremmo fatto di tutto per averla. Riportiamo il desiderio a quelle emozioni ogni volta che rimandiamo e iniziamo con il farlo subito qui e ora. È un gioco mentale in pratica? Il gioco più bello che ci sia direi. Una riprogrammazione mentale che se applicata costantemente anche e soprattutto nei momenti più complicati, ti permette di trasformare lo straordinario in ordinario. Richiede impegno fatica e dedizione, ma questo prezzo da pagare è nullo rispetto a ciò che si ottiene dopo... Ovvero? La libertà! Vedi, è un concetto valido non solo nello sport ma in ogni singola cosa sembri difficile e perciò la spegniamo sul nascere. Siamo nati tutti liberi e tutti uguali...poi è successo che ci siamo dimenticati di questa fortuna, abbiamo smesso di sognare e ci siamo fatti condizionare dai no, dai non ce la farai mai e dalle paure degli altri riflesse su di te. Abbiamo smesso di sognare e di sentirci liberi e così abbiamo abbandonato i nostri desideri e le nostre ambizioni... Quale messaggio vorresti dare esattamente? Eliminiamo schemi mentali, giudizi e pregiudizi, sostituiamo cattivi pensieri e frustrazioni esattamente con i loro opposti. Voglio trasmettere positività, amore e incoraggiare le persone a crescere la propria autostima e autodeterminazione. Ognuno di noi dovrebbe essere un esempio positivo per gli altri. Pensa che rete infinita e fantastica diverrebbe. Basta poco, basta il desiderio.Io lo faccio attraverso le mie passioni, ognuno può trasmettere le proprie. L'unica cosa che conta è arrivare alle persone, contagiarle, incuriosirle e stimolarle a fare altrettanto, non domani, non tra un anno ma qui ora!  

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