Arbus, l'Assessore all'Urbanistica Gianni Lussu presenta il Piano Urbanistico Comunale adottato in via definitiva


di Gianni Vacca
Dopo un lungo e travagliato percorso burocratico  iniziato negli anni ’90, nella riunione del 23 dicembre scorso il Consiglio Comunale ha approvato  il Piano Urbanistico Comunale che immediatamente inviato all’Assessorato Regionale all’Urbanistica avrà trenta giorni di tempo per esaminarlo nella sua versione definitiva. L’iter burocratico verrà concluso con la sua pubblicazione nel B.U.R.A.S (bollettino ufficiale della Regione Sardegna)  data in cui  inizierà a produrre  effetti ed essere punto di riferimento per nuovi interventi urbanistici nel territorio. Il nuovo Piano Urbanistico Comunale  andrà a sostituire il PRG (Piano Regolatore Generale) ancora vigente, anacronistico vecchio e obsoleto la cui stesura risale al lontanissimo 1974 e sul quale nel corso degli ultimi venti anni sono sopraggiunte diverse necessarie e costose varianti, prima in adeguamento ai PTP infine dal 2006 al Piano Paesaggistico Regionale. «Il nuovo strumento urbanistico - afferma l’Assessore all’Urbanistica Gianni Lussu - predisposto nel rispetto delle norme di pianificazione esistenti a livello regionale va incontro alle esigenze dei cittadini, non di un singolo ma di un’intera comunità». [caption id="attachment_63133" align="alignnone" width="640"] Gianni Lussu[/caption] «Il Puc è il solo e unico strumento - aggiunge l’assessore - con il quale il comune può decidere se e come trasformare il territorio e, quindi, l’unico strumento grazie al quale è possibile immaginare il rilancio dell’attività edilizia che avverrà nell’ambito di una programmazione e disciplina del territorio finalmente ordinata e coerente, con le prospettive di sviluppo produttivo ed economico proporzionata all’incremento demografico della popolazione con una proiezione nel futuro di almeno  dieci anni». I contenuti. 10 gli ambiti locali di paesaggio individuati: 5 costieri, 4 interni e 1 nella zona umida di San Giovanni-Marceddì. Azzerate le volumetrie per i nuovi insediamenti lungo la costa. Qualcosa è rimasto solo a S’Enne e S’Arca , circa 10.000 mc, da localizzare in lotti ancora liberi e 9.000 mc per strutture ricettive e alberghiere. A Pistis, Torre dei Corsari, Porto Palma, Gutturu e Flumini e Portu Maga nessuna volumetria è più realizzabile. Il capitale di volumetrie ereditato dal decreto Floris già fortemente ridimensionato dal PPR nel 2006, è ora completamente azzerato. Possibile in questi contesti reperire aree non ancora edificate da destinare a spazi pubblici o a servizi per la balneazione. Da questa sforbiciata , per alcuni “troppo selvaggia”, si salva la sola Funtanazza alla quale viene riconosciuto un ulteriore budget volumetrico   di circa 60.000 mc. «Perché il nostro futuro - ricorda ancora l’assessore Lussu - passa anche per il turismo ambientale , per quello culturale e archeologico, così come per il turismo “dolce” dei cammini, delle ippovie e del cicloturismo . Il nuovo piano regolatore permetterà inoltre, nel breve periodo, gli interventi sugli immobili che, se affiancati da un ruolo finalmente attivo della Regione e dell’Igea per la realizzazione delle bonifiche, porteranno alla rinascita delle zone ex minerarie e alla loro riconversione in attrattive turistiche e strutture ricettive». Un ruolo fondamentale  sarà destinato anche a Sant’Antonio di  Santadi dove sono previste volumetrie turistiche e per servizi che abbiano la capacità di accogliere i turisti che frequentano le spiagge più a nord del territorio. Per il centro urbano che il nuovo strumento urbanistico vuole rendere più moderno e funzionale, individuate nuove aree parcheggio  e nuovi spazi per servizi pubblici e aree verdi. Infine la nuova area cimiteriale sarà individuata e posta in continuità funzionale con il vecchio cimitero. Una scelta, come si evince dai  commenti dei cittadini, piuttosto discutibile che andrà a cancellare un altro importante porzione della pineta comunale , vero e proprio polmone verde del paese. Prevista la realizzazione di un cimitero anche nella frazione di Sant’Antonio di Santadi, in questo caso con funzione esclusivamente crematoria.

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