Arbus, Istituto Comprensivo Pietro Leo: "I cammini verdi dell'acqua", conclusa una grande ricerca storica che ha coinvolto 270 alunni


Istituto Comprensivo Pietro Leo: portata  a termine la grande ricerca storica “I Cammini verdi dell’acqua”, 270 i ragazzi coinvolti Si ringrazia per la gentile e fattiva collaborazione la docente Anna Maria Dessì, tutto il corpo docenti e il dirigente scolastico dott.  Sebastian Ruggiero

di Gianni Vacca
«“I Cammini verdi dell’acqua” è un progetto di continuità verticale che ha coinvolto tutti i ragazzi dell’Istituto Comprensivo Pietro Leo di Arbus infanzia primaria e secondaria e tutti i docenti. Oltre 270 ragazzi. Siamo partiti da un’idea - racconta Anna Maria Dessì, docente fortemente coinvolta nell’iniziativa - da un’idea che è quella di sostenibilità ambientale e di cura e attenzione per il territorio in cui i ragazzi vivono. A questo progetto abbiamo dato il nome di “I cammini Verdi e le Strade dell’Acqua” col tentativo di restituire ai bambini la conoscenza e i luoghi che hanno fatto la storia di Arbus. 16 i Laboratori dedicati al tema dell’acqua come bene primario. I bambini, le famiglie e i docenti hanno abbracciato con grande entusiasmo il progetto perché ci sono stati più livelli di partecipazione con tantissimi laboratori tematici che ci hanno impegnato tutto l’anno». A conclusione dell’anno scolastico - prosegue nella dettagliata esposizione l’insegnante - l’Istituto Comprensivo Statale “Pietro Leo” di Arbus, diretto dal Dott. Sebastian Ruggiero,  ha presentato un evento espositivo dedicato al Progetto di Continuità Verticale “I Cammini Verdi e le Strade dell’Acqua” che ha visto coinvolti tutti i bambini e i ragazzi della scuola con i loro docenti e le famiglie in una straordinaria attività di riscoperta dei luoghi identitari del paese e del territorio nella loro bellezza e nel loro valore storico e ambientale. In particolare, il lavoro, che ha rappresentato un percorso vissuto di Educazione Civica, si è focalizzato sui siti legati alla presenza dell’acqua nel suo valore di bene primario e come “fonte” di relazione nel tempo tra gli abitanti della comunità. Il Progetto, accolto con entusiasmo, è rientrato anche nell’ambito di importanti eventi di storia identitaria, quali il Quarto centenario di attestazione del culto della Madonna d’Itria ad Arbus, che ha permesso, con un programma di ricerca tuttora in atto, di ricostruire una storia di forte appartenenza identitaria della comunità. La complessità delle azioni progettuali ha richiesto un importante impegno organizzativo e l’articolazione di più percorsi di grande interesse. Le antiche fonti storiche e letterarie,  narrate ai bambini,  parlano di un paese anticamente attraversato da molti corsi d’acqua che conferivano un aspetto particolarmente accogliente al territorio e sono state determinanti nella scelta del tema. Il progetto didattico ha tenuto conto di alcune finalità prioritarie, partendo dalla diffusione della conoscenza del patrimonio storico-ambientale della comunità, attraverso azioni e iniziative capaci di promuovere anche relazioni e consapevolezza nelle nuove generazioni appena uscite dalla dolorosa esperienza della pandemia.

I numeri del progetto

                                                                                                                                            La presenza nell’istituto di docenti altamente formati ha permesso l’attivazione di ben 16 Laboratori dedicati al tema dell’acqua come bene primario, considerato da prospettive differenti: letterarie, scientifiche, etiche, religiose, ludiche, sensoriali, artistiche per pervenire alla consapevolezza che l’uomo vive di acqua in ogni sua dimensione. Sono state occasioni importanti per condividere l’apprendimento in un “ambiente” aperto e ricco di risorse umane e hanno rappresentato il “braccio” vivo e attivo dell’Unità di Apprendimento di Educazione Civica individuata dall’Istituto dedicata all’Agenda 2030 (in particolare all’Obiettivo 6 – Acqua e salute per tutti). Tutto ciò è stato possibile grazie alla disponibilità dei docenti dell’Istituto al prestito condiviso delle competenze che ha permesso ai ragazzi di confrontarsi con nuove figure di riferimento esperte e ai docenti che, nelle diverse classi, hanno accolto questa forma di integrazione al sapere e al saper fare. I diversi laboratori, secondo un calendario e una struttura organizzativa coordinati, si sono tenuti in aula, all’aperto (come uscita didattica o lezione interattiva accompagnata da esperti), in orario curricolare ed extracurricolare, scolastico e aggiuntivo. Le uscite didattiche nel territorio, in collaborazione con l’Ufficio Istruzione del Comune di Arbus,  attraverso minitour guidati dai docenti, hanno permesso ai bambini e ai ragazzi di “vivere” il proprio territorio e di conoscerlo nella sua valenza. Parallelamente alle proposte didattiche, sono stati consegnati alle famiglie i questionari per la rilevazione dei luoghi d’acqua nei rioni. Ciò per coinvolgere il dialogo tra le generazioni in una raccolta di preziose informazioni, basate prevalentemente sul racconto orale e la testimonianza diretta degli intervistati, “memoria viva”, in un recupero urgente e straordinario. Una grande opportunità è stata offerta anche dall’evento di Monumenti aperti che, in coerenza con il progetto, ha coinvolto i ragazzi di 4 classi come piccole guide turistiche di due siti di grande interesse del territorio, la seicentesca chiesa rurale della Madonna d’Itria e il sito nuragico di Cugui,  e di cui è stata curata a scuola la formazione e la preparazione in ambito archeologico e paesaggistico. Sono stati compilati 197 questionari, sono stati ascoltati genitori, nonni e bisnonni, persone del vicinato, altre persone in grado di fornire indicazioni in merito. Complessivamente è stata raccolta la voce di 422 persone. Agli intervistati è stata chiesta la via di residenza, il nome del rione, la presenza di pozzi rionali o nei cortili, la destinazione d’uso legato all’uso frequente dell’acqua. Particolare attenzione è stata data al significato degli antichi nomi di luogo e all’origine dei toponimi, aspetto che ha evidenziato aneddoti e narrazioni legati alla vita di un tempo nel paese, quando saper leggere e scrivere era nelle possibilità di pochi e attribuire ai luoghi e ai vicinati nomi particolari ne permetteva l’immediata identificazione. La ricerca della terminologia specifica ha permesso di orientare la ricerca sulla corretta catalogazione dei punti d’acqua in base al nome, all’ubicazione e alla destinazione d’uso. I questionari sono stati riconsegnati ricchi di narrazioni, informazioni e curiosità che sono stati organizzati in una ricerca di contenuti e immagini, riguardanti rii, lacus, fonti e sorgenti, partendo dai rioni e dagli antichi “bixiaus” Il patrimonio di questa esperienza, frutto di un grande lavoro della scuola e aperto al futuro, appartiene a tutti. Per questo, a fine giugno, nei locali della scuola è stato aperto lo spazio espositivo con installazioni multimediali, contenuti e immagini della ricerca, angoli di incontro e condivisione. Ai visitatori è stata data la possibilità di consultare la mappa di tutto l’itinerario dei punti d’acqua rilevati a partire dal centro urbano di Arbus, in una postazione multimediale dedicata.  

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