Arbus , "Giornata Nazionale delle Miniere": due giornate tra passato, presente e futuro dedicate a un territorio tutto da (ri)scoprire


di Gianni Vacca
In occasione della XIII Giornata Nazionale delle Miniere (29 e 30 maggio) il Ceas di Ingurtosu e il Comune di Arbus con il patrocinio del Parco Geominerario della Sardegna hanno organizzato una serie di iniziative con lo scopo non solo di ricordare e diffondere nella macro area mineraria  dell’arburese il valore e il significato culturale del turismo geologico e quello di enorme potenzialità di archeologia mineraria, ma  anche quello di (ri)portare all’attenzione delle popolazioni locali la situazione di un territorio che dopo la dismissione dell’industria estrattiva rimane, in termini di rinascita, fortemente in credito. L’invito degli organizzatori è stato piuttosto esplicito: “Ricominciamo da qui, Camminando attraverso la nostra storia e la nostra memoria”. Tre i momenti di maggior interesse inseriti nel palinsesto della manifestazione: l’incontro dibattito tenutosi sabato mattina nella sede dell’Associazione Angeli nel Cuore visibile sui social e sul canale you tube dalla stessa Associazione e le due iniziative curate dal Ceas di Ingurtosu una delle quali, attraverso una lunga e nostalgica camminata, è andata  alla (ri)scoperta della storia mineraria con curiosità e aneddoti sui vari monumenti e edifici incontrati lungo i vecchi sentieri percorsi;  l’altra un’interessante  visita guidata al cantiere minerario di Pozzo Gal con Museo Multimediale e mostre varie. Incontro – dibattito. Di particolare interesse nella mattinata di sabato l’incontro dibattito che ha visto la presenza del Presidente del Parco Geominerario della Sardegna Tarciso Agus, dell’Assessore Regionale della Difesa dell’Ambiente Gianni Lampis, del Sindaco del comune di Arbus Andrea Concas, dell’ex Sindaco ora consigliere comunale di minoranza Antonello Ecca, dell’ex Sindaco Giancarlo Pusceddu, di Mondo Melis per il Gruppo Territorio Ambiente Lavoro, di Caterina Pinna per il gruppo social “Salviamo Ingurtosu”, della scrittrice e storica di quei luoghi Iride Peis e infine di Toniella Raccis consigliere comunale alla quale il Sindaco ha conferito delega alle “Aree minerarie, bonifiche e gestione del patrimonio immobiliare”. [caption id="attachment_87122" align="alignnone" width="918"] Giancarlo Pusceddu sindaco del Comune di Arbus dal 1990 al 2000[/caption] “Passato, presente e futuro dell’area mineraria dell’arburese” questo - tra l’incompiuta delle bonifiche e lo stallo del patrimonio immobiliare  per gran parte ancora in mano ad IGEA -   il tema oggetto del dibattito : «madre di tutte le battaglie di un  territorio che cerca disperatamente un forte rilancio economico», afferma Toniella Raccis in apertura. Tutti gli interventi hanno rimarcato la necessità che riprendano con maggior vigore e coesione tra le varie forze politiche e  il mondo dell’associazionismo tutte quelle  rivendicazioni che negli ultimi tempi sono apparse in “stand by”. [caption id="attachment_87123" align="alignnone" width="542"] L'attuale Sindaco Andrea Concas[/caption] Forte la denuncia che arriva da parte dell’ex sindaco Giancarlo Pusceddu che nel 1991 -  fine dell’occupazione di Pozzo Amsicora e ultimo atto della secolare storia di miniera del territorio - visse in prima persona quello storico momento che fece da spartiacque tra passato, presente e futuro nella vasta area dell’arburese e guspinese. Sulla stessa falsariga gli interventi dell’ex sindaco Antonello Ecca, dell’attuale Andrea Concas, del Gruppo Territorio Ambiente Lavoro rappresentato da Mondo Melis e quello di Caterina Pinna (Salviamo Ingurtosu)  che vedono a partire dal ricupero della borgata di Ingurtosu un tassello imprescindibile. [caption id="attachment_87124" align="alignnone" width="568"] Gianni Lampis, Assessore della Difesa dell'Ambiente R.A.S.[/caption] Fondamentale anche il supporto garantito da Tarciso Agus a nome del Parco Geominerario, ente sicuramente  da potenziare nell’organico e nelle progettazioni affinché possa garantire un più forte supporto al territorio, e quello dell’Assessore Regionale della Difesa dell’Ambiente Gianni Lampis che ha confermato massimo impegno per la definitiva soluzione delle aree soggetto a inquinamento e da bonificare. Cantiere Azuni 4 maggio 1871: un pomeriggio di rabbia e di dolore. Uno spazio particolare nell’incontro-dibattito l’ha avuto la scrittrice e storica Iride Peis che più di ogni altro è riuscita a raccontare dolore, la sofferenza e le condizioni di vita delle migliaia di operai e di anime che popolavano allora Montevecchio e Ingurtosu: “Se dopo le otto, dieci ore la stanchezza impediva di tornare a casa, si poteva restare al cantiere a riposare sulle brande, dentro dormitori senza servizi igienici ne alcun tipo di confort. Quel pomeriggio erano trenta le donne e le bambine che rimasero nel cantiere a riposare sui giacigli. Sopra il dormitorio c’era una grossa vasca d’acqua che serviva per lavare i minerali, si ruppe e fece crollare il tetto. Morirono 11 donne. La più anziana, Rosa, aveva cinquant’anni e la più giovane era una bambina di undici, Anna”. [caption id="attachment_87125" align="alignnone" width="702"] La scrittrice Iride Peis[/caption] Il dolore della vita e della morte in miniera nei tragici fatti che segnarono nel Cantiere Azuni quel funesto pomeriggio del 4 maggio del 1871  raccontati da Iride Peis con il suo libro forse più bello ed emblematico: “Donne e bambine nella miniera di Montevecchio”. SITUAZIONE ATTUALE In gioco ci sono 4367 ettari di superfice con un volume complessivo tra abitazioni civili e edifici industriali di circa 200.000 mc. e un valore complessivo di mercato stimato in  almeno 8 milioni di euro. Quasi trent’anni di rivendicazioni portate avanti  dalle  sette amministrazioni che dai primi anni novanta si sono alternate alla guida del paese  hanno trovato pieno successo con i seguenti immobili ormai di piena proprietà comunale: a Ingurtosu la scuola elementare, il circolo del dopolavoro, Pozzo Gal, Pozzo Amsicora ed il compendio di Pitzinurri; a Montevecchio la Foresteria, l’Alloggio dirigenti e la diga Donegani-ZerbinI. Cosa si rivendica: edifici di grande pregio quali, ad Ingurtosu villa Idina, la direzione, l’ex caserma dei carabinieri e la scuola elementare n.2. I locali dell’ex ospedale già ricuperato a cui è stata data destinazione alberghiera non sono ancora utilizzabili  per ulteriori lavori di restauro.    

© Riproduzione riservata