«È qualcosa di magico che ogni anno suscita emozioni, ricordi, speranze - ci racconta l’On. Gianni Lampis a proposito della festa tano amata dagli arburesi - È quel momento in cui #Arbus ripone nel suo Santo la fede più intima, le preghiere più sincere. È come un limbo in cui ci si sente sospesi per quei quattro giorni all'anno che si aspettano nei restanti 361». Da quest’anno a pieno titolo questa festa tra le più antiche e lunghe d’Europa entra a far parte di quegli eventi meritevoli da parte della regione Sardegna di grandi attenzioni e tutele. «Ho la fortuna di viverla da anni intensamente, l'ho fatto anche quando non avevo alcun ruolo istituzionale. Ho provato sempre a mettermi a disposizione certo che l'impegno di ogni singolo sia un piccolo seme nel percorso di crescita e di valorizzazione di questa festa; il suo inserimento nei grandi eventi della tradizione identitaria della Regione Sardegna era un impegno solenne che feci un anno fa e che grazie al Comune di Arbus, al Comitato, alle Parrocchie e alla Pro Loco siamo stati in grado di onorare. Non è però un traguardo ma un nuovo punto di inizio. C'è ancora tanto lavoro da fare e gli Arburesi di buona volontà sapranno unirsi per raggiungere gli ambiziosi obiettivi che tutti auspichiamo».
«Grazie a chi anche quest'anno ha percorso alcuni passi con me, agli sguardi che ho incrociato, alle mani che ho stretto, ai sorrisi di stima reciproca e agli abbracci che mi hanno fatto sentire a casa. Grazie infine agli amici di sempre e alle nostre famiglie che hanno riservato tempo, fatica e lavoro per allestire anche quest'anno la tracca. Appuntamento al 2024, sarà una lunga attesa ma sarà ancora, come sempre, un'emozione che ci resterà nel cuore!»
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