Arbus, Ecoparco “Dune di Piscinas-Montevecchio”: posta definitivamente la parola fine al progetto


di Gianni Vacca
Un freddo comunicato a firma del presidente della Fondazione con il Sud Stefano Consiglio scrive in modo definitivo la parola fine al progetto “Dune di Piscinas-Montevecchio”, a quello che sembravano essere le prove tecniche per l’inizio di un possibile confronto e collaborazione anche duratura tra i comuni di Arbus e Guspini allora chiamati attraverso la quarta edizione del bando Ambiente promosso dalla Fondazione con il Sud a porre in essere una valida proposta di sviluppo territoriale consociato. Per il territorio pronta una dotazione di cinque milioni di euro, due dei quali destinati al settore turismo-ambiente. L’epilogo. “…ti comunico che nella seduta del 26 ottobre, prendendo atto del mancato avvio da parte del comune di Arbus del procedimento per l’assegnazione dei beni e dei servizi utili al turismo, il consiglio di amministrazione all’unanimità ha deliberato la revoca dei due milioni di euro. Decisione non indolore, risultato di una riflessione basata oltre che sulla lungaggine dei tempi, sulla constatazione dei dubbi e delle difficoltà che l’amministrazione di Arbus ha manifestato in merito all’iniziativa”. Questo il sunto della comunicazione recapitata nelle mani del Presidente di Legambiente Ruggero Ruggeri gestore del progetto. La fine di un sogno, di un primo tassello di sviluppo e rinascita di un territorio martoriato segnato da gravissimi problemi occupazionali, oppure la fine di un incubo dal momento che l’iniziativa, per come nacque sette anni fa, calata dall’alto e senza il dovuto coinvolgimento dei cittadini, tra l’opinione pubblica locale non godeva di grande popolarità? Venuto alla luce nel 2016 e accettato in modo bipartisan dagli allora schieramenti politici il progetto nel corso dei “sette inutili anni di gestazione” non ha però del tutto convinto le due successive Giunte, quella di Andrea Concas e l’attuale guidata da Paolo Salis che recependo forse anche il malcontento locale hanno posto e chiesto alcuni correttivi al progetto iniziale. La titubanza delle due amministrazioni che avevano il compito oltretutto non facile di individuare anche gli immobili da mettere a disposizione dell’Ecoparco non è però la sola causa del fallimento dell’iniziativa dal momento che parte dei soggetti coinvolti, imprenditori e Associazioni del Terzo settore, hanno un poco alla volta abbandonato tavolo di confronto e iniziativa. [caption id="attachment_119652" align="alignnone" width="1511"] Piscinas, curiosità di uno scatto[/caption] Molte le problematiche emerse che hanno evidenziato criticità e prospettive di non facile soluzione. Una fra tutte la possibilità, anzi la certezza, di nuovi ulteriori vincoli e la forte riduzione del carico antropico (inspiegabile per un sito di così vaste proporzioni) con l’istituzione di alcuni chek point a pagamento da attivare a Genna Armida e a Portu Maga. Voleranno gli stracci? Chissà? Persi 36 nuovi posti di lavoro? Forse.  “a babbo morto” appare comunque difficile capire come si potessero creare nuove infrastrutture e nuovi costosi servizi, pagare costi di progettazione e contemporaneamente creare 36 nuovi posti di lavoro con soli due milioni di dotazione finanziaria. La fine di un sogno oppure la fine di una ingannevole illusione?  L’Ecoparco “Dune di Piscinas Montevecchio” muore probabilmente per cause naturali, imploso per le sue stesse contraddizioni.

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