Arbus e il coronavirus: appunti di viaggio


di Gianni Vacca
  Un nemico invisibile, stramaledetto e vigliacco che genera sofferenza, paura, diffidenza. Arbus quasi spettrale è avvolto da un rumoroso silenzio, è deserto ma pulito. Il periodo è tragico: l’animazione, il chiacchierio quotidiano, il traffico spesso disordinato viene improvvisamente cancellato e il paese di colpo assume le sembianze di in una piccola ghost town simile a quelle viste finora solo in alcune pellicole di fantascienza o causate da emergenze batteriologiche o nucleari. Rare le persone che si avventurano in strada. Le disposizioni varate dal governo lo sconsigliano, l’incoscienza di qualcuno in certi casi lo impone. Si combatte una guerra in tempo di pace, non voluta non dichiarata ma che sta segnando profondamente il nostro presente e a maggior ragione lo farà anche per il futuro. No, non  ci eravamo abituati. Un piccolo granello chiamato coronavirus ha inceppato il meccanismo. Non c’è panico ma c’è paura. La mobilitazione ad Arbus è stata però massima. La comunità attraverso il coinvolgimento del mondo del volontariato, quello amministrativo e di ordine pubblico si è organizzata. Cosa tra l’altro non facile considerata l’enorme vastità del territorio, le sue numerose frazioni, i villaggi turistici  e le case sparse che vi insistono. Il tutto sotto l’incessante coordinamento del sindaco Antonello Ecca che attraverso puntuali comunicazione informa giorno dopo giorno i propri concittadini. Il momento più delicato si è avuto con l’arrivo, provenienti soprattutto dal nord Italia,  di  diversi nuclei familiari proprietari di seconde case nei villaggi vacanza. [caption id="attachment_66813" align="alignnone" width="1000"] Piazza Immacolata, Montegranatico[/caption] Questo soprattutto a Torre dei Corsari dove però come conferma lo stesso primo cittadino, Vigili Urbani, Carabinieri e Corpo Forestale hanno monitorato e verificato sul rispetto da parte delle persone arrivate dall’esterno delle disposizione del Presidente Solinas e quelle emanate dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. I servizi comunali sono mantenuti tramite l’attivazione dello “smart working” mentre la Protezione Civile e in parte anche la Tecnoservice si sono occupate della sanificazione e bonifica di strade e piazze, nel centro urbane e nelle frazioni. Attivata anche la macchina della solidarietà attraverso la forte collaborazione tra uffici comunali e volontariato  che continua a garantire ad anziani e ammalati  o a chi ne abbia necessità sia nel centro urbano sia nelle frazioni e nelle numerose case sparse presenti nel territorio la consegna a domicilio di viveri, medicinali e quant’altro. La gestione dell’emergenza è stata fin qui dunque efficace e la popolazione si sta comportando in maniera eccellente ma “non bisogna abbassare la guardia”, ricorda il sindaco, solo così si potrà sconfiggere questo nemico, invisibile stramaledetto e vigliacco.

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