Niente dibattito in aula, nessuno chiarimento, la maggioranza sbarra le porte al possibile confronto in aula sulla crisi di maggioranza sfociata con la revoca degli incarichi assessoriali da parte del sindaco Paolo Salis ad Alessandra Peddis. La cronaca di questi giorni racconta di un rimpasto in giunta che i cittadini hanno appreso solo attraverso un’intervista rilasciata dal sindaco a un quotidiano d’informazione sardo. Canale sicuramente attendibile tuttavia inusuale e privo di valenza istituzionale. Nulla più. E neppure nel consiglio comunale tenuto lunedì 29 luglio il sindaco ha ritenuto opportuno, nel rispetto della prassi istituzionale e dei cittadini, comunicare la modifica della squadra di governo e le motivazioni che hanno indotto lo stesso a modificare equilibri e incarichi conferiti nel giugno 2022. A nulla è valsa neppure la richiesta per l’apertura di un dibattito presentata dalla minoranza consiliare dopo che l’ex assessore Peddis attraverso la lettura di un lungo comunicato ha preso le distanze dalla maggioranza. Il diniego arrivato dai banchi della maggioranza per bocca del proprio capogruppo è stato irremovibile e di totale chiusura al dibattito in aula. Un vero peccato perché le attenzioni dei cittadini erano tutte indirizzate al confronto tra le varie forze e posizioni presenti in consiglio comunale con l’intento di saperne qualcosa in più sui vari passaggi e motivazioni, per certi versi ancore misteriose, che hanno accompagnato l’esautoramento dal proprio incarico all’ormai ex assessore alla Cultura (e altro) Alessandra Peddis. Una sconfitta per la democrazia esautorata anch’essa dal suo insostituibile ruolo di confronto e dibattitto.
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