Arbus, conferenza di Leonardo Melis su "I Shardana e i popoli del mare"


di Gianni Vacca
Chi erano i Shardana, come e in quale periodo storico vissero e  quali  le terre che riuscirono a raggiungere e conquistare? Le teorie di “Babbai Giovanni Lilliu” sulla comparsa dei nuraghi   stimata dal padre degli archeologi sardi intorno al 1600/1800 Avanti Cristo sono attendibili oppure vanno rimesse in discussione e riportate indietro nel tempo di almeno altri duemila anni? A queste e altre domande risponde ospite della rassegna “Autori & Lettori” organizzata nell’aula consiliare dall’Università della Terza Età  Leonardo Melis lo storico “controcorrente” nativo di Setzu ma da tempo residente a Laconi, tacciato da più parti di “eretismo archeologico”. La serata preceduta dai saluti di Salvatore Sanna Presidente dell’UTE e per la parte istituzionale  da quelli dell’Assessore alla Cultura Michele Schirru in effetti è una conferenza dove lo storico, aiutato da numerose slide, presenta la sua opera più interessante “Shardana i popoli del mare”. Pubblicata nel 2002 e tradotta e distribuita anche in Francia a distanza di anni dalla sua comparsa nelle librerie l’opera riesce ancora a raccogliere un buon successo nella critica e nelle vendite. Focalizzata sugli Shardana o Popoli del Mare è la prima che lo scrittore dedica a questo antico popolo. Nel 2006 viene pubblicato il suo secondo libro “Shardana: i principi di Dan” un approfondimento delle vicende storiche relative all’esodo dall’Egitto,  e a seguire nel 2008 “I calcolatori  del tempo” e “I custodi del tempo”, nel 2010 “Jenesi degli Urim” e infine nel 2012 “Shardana la bibbia degli Urim”. Diversi anche i riconoscimenti avuti, in particolare vanno ricordati  il “Premio Letterario Arborense dell’Accademia Arborense sezione “Ricerca storico documentale” e il premio “Sergio Atzeni” per la “Firma d’autore”, entrambi ottenuti nel 2005. “Sono tante le testimonianze presenti in Sardegna e in altri numerosi siti archeologici di diverse aree geografiche che si affacciano sul Mediterraneo che attestano non solo l’esistenza dei Shardana e della loro abilità marinaresca ma anche la  grande di civiltà  che riuscirono a trasmettere agli altri popoli e alle altre culture presenti in quelle aree in quel determinato periodo storico”. Leonardo Melis nonostante  diversi scontri con alcuni relatori della sovrintendenza e a una sorta di censura operata nei suoi confronti da diversi mass-media e in particolare da una nota testata giornalistica sarda alle quali più volte accenna nel corso della serata, è il più accreditato studioso dei Popoli del Mare come dimostrano l’interessamento e la partecipazione Di un  pubblico sempre più numeroso alle sue conferenze. Così come le sue teorie e deduzioni avvicinano con  sempre maggior proselitismo gran parte di studiosi della materia e degli archeologi che trovano nelle sue affermazioni , seppur spesso in contrasto con le verità burocraticamente  ufficializzate,  sempre più riscontri. I fenici in Sardegna? «Altri non erano che gli Shardana di ritorno dopo quattrocento anni dall’invasione delle terre dell’oriente - afferma Leonardo Melis – così come la lingua sarda precede nella sua formazione, seppur molto vicina, quella romana». I quarant’anni di studi e di viaggi dello scrittore-storico-archeologo di Setzu regalano al pubblico presente nell’aula consiliare una serata particolare dove  si affaccia con prepotenza suffragata da elementi di enorme valore storico, una verità ancora tutta da dimostrare tuttavia sicuramente di grande fascino che apre nuovi scenari alla scoperta di altre nuove grandi culture del passato e di una nuova lettura della storia.

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