La Casa della Salute “Maria Adele Sanna” può finalmente contare su una rampa d’accesso che pone così fine ai tanti disagi ai quali erano costretti sia i cittadini con gravi problemi di deambulazione sia il personale sanitario operativo con uso di barelle. Sanata così a distanza di ben quattro anni dalla sua inaugurazione l’assurdità, l’anomalia , il vero e proprio paradosso di una struttura sanitaria nuova di zecca nella quale le barriere architettoniche la facevano però da padrona. Un gravissimo errore progettuale che provocò non poche proteste e lamentele tra i cittadini al quale si è posto rimedio grazie a un emendamento dell’importo di 30.000 euro presentato nella finanziaria del 2019 dall’allora consigliere di minoranza Gianni Lampis.
Il dossier Casa della Salute rimane però in forte codice rosso. L’opera attesa da anni alla situazione attuale è più di un’incompiuta. La struttura nuovissima, funzionale e spaziosa dotata di un buon parcheggio esterno è infatti ancora priva di gran parte di quei servizi di specialistica che avrebbe dovuto erogare. La medicina generale ha risposto con la presenza, sui cinque operativi nel paese, di soli tre medici di base. L’apertura della nuova Casa della Salute di Arbus avrebbe dovuto far compagnia a quella di Villacidro, da tempo già operativa e far parte, assieme al potenziamento del poliambulatorio di via Bologna a Sanluri, di un percorso che individuava nel decentramento i nuovi strategici obiettivi regionali in materia di sanità. Tanto si è speso, poco si è finora prodotto. Neppure quel mini ambulatorio infermieristico per piccole urgenze, applicazioni di flebo e medicazioni così come è rimasta lettera morta l’allestimento della cosiddetta “area dell’accoglienza” con la presenza di alcuni uffici a carattere amministrativo per il disbrigo di pratiche sanitarie.
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