Arbus, cambio di guardia ai vertici del PD: Rossana Concas è la nuova segretaria


di Gianni Vacca
Rossana Concas, cinquant’ anni, impiegata in un’azienda nel settore dell’arredamento di interni, consigliere comunale di maggioranza dal 2015 al 2020, è la nuova segretaria della sezione del PD di Arbus. Subentra a Gianni Caddeo. Con lei nel direttivo a coadiuvare l'azione politica Gianni Lussu, Giuseppe Corda, Mauro Concas, Rosanna Corda, Gianfranca Puddu, Antonella Atzeni. A eleggerla qualche giorno fa l’assemblea degli iscritti. “Al primo posto la politica con i grandi valori di libertà, democrazia e antifascismo ereditati in famiglia e la partecipazione con impegni diretti nelle attività della vita socio-culturale di Arbus”, questo il suo personale  mantra. A lei il compito, sicuramente bello e stimolante ma anche di grande responsabilità di guidare il partito per i prossimi quattro anni.  «Rompere il ghiaccio con la carta stampata non mi è facile – confessa “a microfoni spenti” la nuova segretaria Dem - un buon caffè crea però le giuste premesse per una chiacchierata che ci permette di conoscerla più da vicino sia dal punto di vista politico che umano. Onore ma anche oneri: quali le motivazioni che l’hanno spinta ad accettare un ruolo cosi impegnativo e delicato? In un periodo storico dove la sinistra sta perdendo sempre più consensi e il clima non è sicuramente dei migliori, il mio stato di appartenenza mi porta ancora una volta al servizio dei miei ideali: “non chiederti cosa le istituzioni possono fare per te ma chiediti cosa puoi fare tu per loro”. In quale direzione e con quali obiettivi verrà indirizzata la sua iniziativa politica? Il circolo del Pd di Arbus ha una imminente necessità di ricostruzione e ricompattamento. Questo può accadere solo con il coinvolgimento di tutte le persone, le forze politiche e civiche che si rivedono nei valori del centrosinistra per ricostruire e rilanciare quello spazio politico.L’apertura e il dialogo saranno gli ingredienti essenziali per ripartire, mettendo sempre al centro la comunità i suoi beni comuni, mai il singolo. C’era una volta la sinistra…i risultati delle ultime politiche e delle più recenti elezioni regionali nel Lazio e Lombardia parlano di una forte crisi di identità. Quali a suo parere le cause e, soprattutto, come rilanciarla? Sicuramente non siamo stati all’altezza dei padri fondatori, alcune volte il singolo ha prevalso sulla collettività portando poi a quelle che sono state lotte interne e una conseguente disgregazione. I principi sono buoni, ma come spesso accade non si riesce a tenerli saldi, spesso frantumandoci e dando la vittoria ai nostri avversari. Bisogna ripartire dai territori e da punti fondamentali come il lavoro e lo sviluppo sostenibile per restituire un’identità chiara al Pd e al centrosinistra, ricostruendo una forte e ampia alleanza progressista a tutti i livelli. Partiamo dalle primarie del 26 febbraio: invitiamo tutti color che si riconoscono nel Pd a partecipare ed esprimere la propria preferenza sulla guida del Partito e sulla sua linea politica. Uno sguardo ora tra pregi, difetti, illusioni e delusioni alla politica di casa nostra. Quali a suo parere le priorità che di cui necessita il paese e cosa porterà fin da subito all’attenzione dell’opinione pubblica? La nostra comunità, vive come la maggior parte dei paesi del territorio, una crisi economica che ne ha indebolito il tessuto politico, sociale culturale. La disoccupazione e l’assenza di servizi creano continui fenomeni di emigrazione e di decremento degli abitanti. Certo fenomeni che non si possono debellare facilmente.  Creando però un tessuto politico sociale più forte e coeso, si potranno dare supporto e migliori prospettive alla popolazione. La priorità è restituire alla politica e alla sinistra il suo ruolo di elaborazione, partecipazione e aggregazione nella comunità arburese. La ricostruzione di un’area politica progressista ben organizzata sarà prioritaria per poter mettere fondamenta salde in una proposta di governo locale che sappia affrontare il quotidiano, lo stato difficoltà ordinario per tanta parte della popolazione e le politiche straordinarie di sviluppo di uno dei pochi territori della Sardegna che ha tante potenzialità ancora da esprimere per poter crescere.  

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