Arbus: avventure a quattro ruote con ArbusNaturquad


di Cinzia Mereu
Oltre i 48 chilometri di costa, oltre il deserto sabbioso di Piscinas e la spiaggia dorata di Scivu, il territorio arburese offre una varietà paesaggistico-culturale davvero unica nel suo genere; fatta di flora selvaggia levigata dal maestrale, di un’infinita varietà di fauna, ma soprattutto di uno straordinario scenario decadente, figlio di un’epoca passata ma non troppo lontana, dove a farla da padrona era l’economia mineraria, estremamente fiorente nel territorio. Ed è proprio da questa inestimabile ricchezza che Andrea Armas ha deciso, nel 2009, di fondare la sua attività, garantendo un’alternativa accattivante e entusiasmante rispetto al classico turismo tipicamente balneare della zona. “ArbusNaturquad- dice Andrea- nasce nel 2009 e inventa un modo originale e divertente per visitare i luoghi più belli e interessanti dell’arburese, il trekking a quattro ruote, in sella a dei quad di ultima generazione. È con questi fedeli alleati che porto i visitatori alla scoperta di paesaggi unici e selvaggi”. E di questi il territorio di Arbus ne è certamente ricco,  anche se c’è un itinerario che più di tutti, ci assicura Andrea, attrae la curiosità degli escursionisti, ossia quello che dall’ormai ex zona mineraria di Montevecchio  giunge sino al vecchio borgo di Ingurtosu, attraverso una panoramica strada sterrata che offre agli occhi dei visitatori un paesaggio fatto di miniere abbandonate e natura incontaminata e che prima di giungere alla piccola frazione arburese passa per Piscinas e il suo sistema dunale. “È da ormai tredici anni che porto avanti la mia attività – continua Andrea – e devo dire che in  questo arco di tempo tante cose sono cambiate, in primis il target della clientela che sceglie le mie escursioni, sempre più attenta alle peculiarità ambientali. Poi non bisogna dimenticare i grandi stravolgimenti che la pandemia ha portato, facendo registrare nel 2020 un netto calo dei visitatori stranieri e un aumento dei turisti locali, anche se devo ammettere che nella stagione appena conclusasi il numero degli stranieri è nuovamente aumentato. Ritengo che nel mondo del turismo sia fondamentale puntare sui giovani e sulla loro formazione, nel mio lavoro è davvero importante aggiornarsi costantemente, così da poter garantire ai visitatori che scelgono il nostro territorio un’esperienza di altissimo livello, in grado di coinvolgerli a trecentosessanta gradi”. È il mondo dei giovani, infatti, a rappresentare una speranza per il futuro, soprattutto per quelle zone che più di altre faticano a ritagliarsi uno spazio importante nel mondo del turismo isolano. Chi sceglie di investire sul proprio territorio fa un atto di coraggio, ma soprattutto un atto d’amore verso le proprie radici.    

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