Arbus, 15^Edizione della Festa dell’Emigrato: un gradito ritorno con tanta musica, belle storie e tanto altro


di Gianni Vacca
E’stata una bella serata e Il format, perfetto, dal sapore tipicamente familiare. Tanta la musica, una piccola degustazione e tanto sano divertimento. Il ritorno in piazza della Festa dell’Emigrato dopo due anni di assenza non tradisce le attese. La serata è piena di phatos, di tanti bei ricordi e il “desiderio di poter tornare nei luoghi dove l’immancabile malinconico flash back, che rispolvera tenerezze di gioventù, ti riportano indietro nel tempo”. A raccontarlo Antonello Muntoni da una quarantina d’anni per lavoro in Toscana ma, da pensionato, ormai pronto con la sua bella signora e la valigia solo da chiudere per il definitivo e sempre sperato rientro. Così anche per Sandro Cecchetto e signora da anni in Piemonte ma con il cuore sempre ad Arbus, esattamente nella via Rinascita, allora periferia del paese, che li ha visti crescere. Due storie così diverse ma nostalgicamente simili di tre emigrati chiamati per l’occasione sul palco a rappresentare simbolicamente i tantissimi emigrati arburesi ai quali Luciano Lampis, Presidente dell’Associazione Folk Culturale Sant’Antonio organizzatrice dell’evento, ha consegnato un piccolo ma significativo ricordo della manifestazione. [caption id="attachment_105199" align="alignnone" width="1000"] i Tumbarinos di Gavoi[/caption] La serata, piacevolissima, è scivolata via tra la premiazione e la consegna degli attesti alle giovani corsiste del corso di disegno e pittura organizzato in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Arbus e gli spazi musicali riempiti con accattivante maestria da diversi gruppi isolani che hanno affascinato tanto il pubblico di casa e gli emigrati, tantissimo e in modo particolare i turisti presenti nella magnifica piazza Immacolata che ha ospitato la serata. Sul palco sono saliti nove gruppi, tra i quali gli applauditissimi Tumbarinos di Gavoi. Il cuore del centro storico di Arbus è stato così inondato dai suoni magici delle launeddas, sulittu, tamburi ancestrali, organetti, fisarmoniche e chitarre. La serata è stata animata da Emanuele Garau. Per i saluti istituzionali presenti il Sindaco Paolo Salis e l’Assessore alla Cultura Alessandra Peddis. L’organizzazione della 15^Edizione della Festa dell’Emigrato è stata a cura dell’Associazione Culturale Folkloristica Sant’Antonio Arbus ODV, il patrocinio del Comune di Arbus Assessorato Cultura, Turismo e Volontariato.  «A farla da padrona come sempre sono stati i suoni, i colori, le tradizioni della Sardegna che - come ci racconta visibilmente soddisfatto lo storico fondatore e Presidente dell’Associazione organizzatrice dell’evento Luciano Lampis – hanno immancabilmente toccato il cuore di chi per problemi di lavoro ha dovuto abbandonare le proprie radici. Suoni, sapori e saperi che sicuramente hanno affascinato anche i numerosi turisti presenti in piazza. [caption id="attachment_105200" align="alignnone" width="1000"] Piazza dell'Immacolata pronta per accogliere la manifestazione[/caption] Dunque se in primo piano ci sono stati, come logico che fosse, gli emigrati destinatari di tante attenzioni e coccole, non va però messo in secondo piano l’altro grande obiettivo che l’evento si poneva: ovvero la promozione a fini turistici del territorio proprio attraverso queste accattivanti serate da sempre particolarmente gradite a chi nel periodo estivo sceglie questo angolo di Sardegna per le proprie vacanze. Dopo la sosta forzata per pandemia – conclude Luciano Lampis – una buona ripartenza fatta in punti di piedi con pochissime risorse ma con tanta passione. Un ringraziamento doveroso all’amministrazione comunale per il patrocinio e all’impresa Edile di Giancarlo Armas per l’imprescindibile supporto logistico prestato in modo del tutto gratuito per l’organizzazione di questa bella serata».

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