Sa ramadura, gioiosa preparazione[/caption]
Una lunga processione anticipa il passaggio del Santo con il canto a rosario e la classica Ave Maria in sardo. A seguire, come da tradizione, le autorità religiose, civili e militari presenti, la Banda Musicale Ennio Porrino, tantissimi figuranti in costume tradizionale provenienti dai più svariati centri dell'isola, i cavalieri e le amazzoni e is traccas, belle colorate accuratamente e amorevolmente preparate e impreziosite da tappetti, arazzi e tantissimi fiori. Non meno di millecinquecento, tra i quali tantissimi giovani, quelli che accompagneranno in pellegrinaggio il Santo nel suo lungo cammino che lo porterà nella chiesa a lui dedicata posta nella borgata di Sant'Antonio di Santadi. L'arrivo a Santadi avviene a tarda sera: il Santo viene accolto da un lungo applauso e dai fuochi d'artificio cui segue la messa e due giornate di festeggiamenti che animeranno non poco la borgata. Il rientro del Santo è previsto per martedì 18 giugno. Quella di quest'anno è la 323^ edizione. La devozione a Sant'Antonio ha radici antichissime che risalgono al 1694. La processione religiosa di Sant'Antonio è tra le più lunghe d'Europa, la ricorrenza dopo Sant'Antioco e Sant'Efisio, tra le più antiche dell'isola. Molti gli intrattenimenti sia religiosi sia civili previsti, tra questi ultimi: domenica 16 alle ore 21 a Santadi la bella serata con il gruppo dei Tazenda e lunedì 17 alle 19, sempre a Santadi, la Sagra del pesce.
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