Thalassa Azione, congiuntamente alle Associazioni preposte alla sensibilizzazione delle donazioni di sangue e alla raccolta dello stesso, quali Avis, Fidas, Fratres, da più di un anno ha attuato numerose iniziative per l’aumento e la fidelizzazione dei donatori (Campagna pubblicitaria cartellonistica in tutta la regione, organizzazione di nuove giornate di raccolta con diverse categorie di cittadini, lavoratori, militari con protocolli d’intesa specifici). Si è anche lavorato affinché venisse nominato il più celermente possibile, come da indicazione del Centro Nazionale Sangue, il nuovo Coordinatore Regionale dei Centri Trasfusionali, figura molto importante nell’ottimizzazione del sistema Sangue e nell’organizzazione della compensazione delle sacche di sangue tra i diversi Centri Trasfusionali.
«Il sangue», prosegue Maria Antonia Sebis, «è un farmaco salvavita che non si può produrre in laboratorio, i cittadini della nostra Regione hanno già dimostrato grande sensibilità e generosità dando il loro prezioso contributo con il loro periodico e gratuito gesto della donazione, grazie anche all’ instancabile dedizione e all’impegno di tante Associazioni, come Avis, Fratres, Volontari della Solidarietà che si spendono con volontari e volontarie e con tutti i mezzi e strumenti che hanno a disposizione per la raccolta. I nostri continui inviti rivolti all’Assessorato alla Sanità perché si prenda carico di progettare ed attuare delle campagne di sensibilizzazione alla donazione, metta in essere strategia all’incentivazione alla donazione di sangue e organi sono rimasti vani».
«Neanche l’eccezionale impegno e professionalità degli operatori sanitari», sottolinea la presidente di Thalassa Azione, «che lavorano notte e giorno nei centri trasfusionali della nostra Isola purtroppo sono sufficienti. La sinergia di intenti e di azioni, purtroppo, non è riuscita ad affievolire la grave carenza di sangue che colpisce nelle ultime settimane tutta l’isola. Inoltre, negli ultimi mesi, la situazione è drasticamente peggiorata a causa della grave carenza di organico che sta impedendo ai medici, agli infermieri e ai tecnici di laboratorio di dare una risposta adeguata alle necessità di una buona e accettabile “qualità di vita” di cui abbisognano i cittadini sardi per vedere rispettato il loro diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della nostra Costituzione. In tutti i centri e in particolare a Cagliari, assistiamo quotidianamente rimandate terapie trasfusionali rimandate di giorni con ripercussioni negative sulla qualità dell’assistenza e della vita dei pazienti con Emoglobinopatia, onco-ematologici in età pediatrica e adulta e tutti i cittadini che necessitano di interventi urgenti o trapianti d’organo».
«Chiediamo che l’assessore, i dirigenti dell’Assessorato, i dirigenti dell’ATS e dell’Azienda Brotzu, i dirigenti delle vecchie/nuove Assl e tutti coloro», conclude Maria Antonia Sebis, «che sono preposti a porre in atto delle azioni per risolvere questo grave problema che sta affliggendo migliaia di cittadini sardi, per interventi, e terapie trasfusionali rimandate, agiscano tempestivamente per risolvere la carenza d’organico dei Centri Trasfusionali e programmino adeguate campagne di informazione e sensibilizzazione per la donazione del sangue. Non intendiamo mendicare ciò che ci è dovuto per giustizia e tantomeno vivere situazioni ormai vecchie di oltre 50 anni. È ora che ognuno si prenda le proprie responsabilità. Senza azioni concrete a breve e a lungo termine ci rivolgeremo alle autorità preposte alla tutela della nostra salute affinché vaglino la situazione e ravvedano se vi siano reati a nostro danno».
© Riproduzione riservata