«Alle Istituzioni chiediamo per l'ennesima volta che si riprendano i lavori interrotti, convocando i tavoli istituzionali regionale e nazionale per far ripartire il dialogo e la concertazione tra le parti. È indispensabile stabilire quali devono essere i criteri di costruzione del prezzo del latte, che devono superare il valore di mercato del pecorino romano e che devono avere come elemento indiscutibile la qualità del latte (sostanza secca, grassi, cellule somatiche ecc), in modo da valorizzare i risultati della corretta pratica del benessere animale da parte degli allevatori sardi».
Per la Cia nella determinazione del prezzo del latte devono necessariamente essere prese come riferimento tutte le tipologie e tutti i sottoprodotti derivanti dalla trasformazione, che fino a oggi sono esclusi. Determinante per affrontare e risolvere i problemi del comparto sono le funzioni di Olios e del Consorzio del Pecorino romano: «Continuiamo a ribadire la necessità di attivare la piena funzionalità di Oilos, affinché cominci a svolgere le funzioni per il quale è stato pensato e costituito. È necessario che il Consorzio del Pecorino romano, nella sua legittima funzionalità, determini il piano di autoregolamentazione dell'offerta del pecorino romano di cui ormai non si sente più parlare, con la conseguenza che tutti possono produrre romano senza vincoli e senza regole. Infine riproponiamo l’esigenza che sia approvato il regolamento sul monitoraggio delle produzioni, non ancora definito; così come non sono più rinviabili i ragionamenti su innovazione, credito, trasparenza e promozione».
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