Andrea Floris: “La sfida più importante è quella di ridare fiducia e speranza al paese"


di Stefania Pusceddu
  Andrea Floris, eletto sindaco a Gonnosfanadiga con 1.907 voti con la sua lista “Gonnos in su coru” ha appena cominciato il suo mandato forte di un risultato elettorale incoraggiante. Al suo fianco i consiglieri Simonetta Zurru, Raffaele Pes, Carlo Efisio Pisanu, l'ex sindaco Francesco Porta consigliere di minoranza nell'ultima amministrazione, Maria Gabriella Mallicca, Monia Casti, Pamela Saba, Raffaele Tomasi, Andrea Sogus, Fabiana Crobu, Giovanni Angelo Pinna. La minoranza in consiglio sarà composta da quattro candidati della lista “Rinnovamento ed Esperienza per Gonnos” che ha ottenuto 948 voti: Sisinnio Zanda, Maria Giuliana Biasioli, Barbara Collu Anna Rita Soddu. Sempre nei banchi dell’opposizione, della lista “Una speranza per Gonnos” (358 voti), il consigliere Luigi Deias Una vittoria schiacciante ve l’aspettavate? «No, assolutamente. Una vittoria di queste proporzioni è stata un grande sorpresa, al di là di ogni immaginazione.  Una grande dimostrazione di stima e di fiducia da parte dei nostri compaesani». La diffusione del Covid-19 non risparmia Gonnosfanadiga anche se la situazione è monitorata. Chi pagherà il conto più alto tra la popolazione locale? «In realtà il conto del Covid-19 lo pagheremo in tempi medi e a lungo termine. Non è facile trovare un giusto equilibro tra tutela della salute e sostegno al tessuto economico. Tutti dobbiamo essere molto attenti e scrupolosi nel seguire le norme e questo non sempre è successo. Tutti ne paghiamo il conto di questa situazione e soprattutto i malati con altre patologie.  Attenzione e rispetto delle regole: questo mi sento di chiedere. Massima attenzione, uso delle mascherine, igienizzazione delle mani, rispetto delle distanze». In pandemia il comparto economico è in agonia come sostenerlo? «Con questa pandemia, ritengo giusto informare, rassicurare sulla base di dati certificati e verificati con ATS e i colleghi di medicina generale.  La mia è una informazione essenziale, sintetica, risente della mia formazione medica. La precedente amministrazione ha stanziato fondi per dare sostegno ai commercianti e alle famiglie. È nostra intenzione accelerare le procedure per erogare i fondi disponibili». [caption id="attachment_77919" align="alignleft" width="285"] Andrea Floris[/caption] Avete già chiare quali saranno le sfide più difficili ma anche più importanti per voi? «La sfida più importante è quella di ridare fiducia e speranza al paese. Abbiamo delle priorità a cui stiamo già lavorando, cioè decoro urbano pulizia delle strade interventi per la sistemazione di buche nelle strade. Poi ancora la riorganizzazione degli uffici comunali, necessaria per dare gambe alle nostre azioni. La sfida più importante sarà far crescere il paese nella sua complessità portandolo al livello che merita». Ci parli della giunta, frutto di un compromesso o la decisione è condivisa? «La giunta è stata composta in tempi brevi ma abbiamo atteso qualche giorno in più per ufficializzarla. Intanto tutti stanno già lavorando per mettere a punto la macchina amministrativa. Come promesso prima delle elezioni, abbiamo stabilito che i primi tre candidati più votati sarebbero stati scelti in base a competenze, mentre, io al fine di mantenere un certo equilibrio, mi sarei riservato la scelta degli altri due assessori e del vicesindaco. Tutte le decisioni le abbiamo prese in armonia confrontandoci prima delle elezioni perché volevamo evitare di avere problemi nel post elezioni. Ho un gruppo splendido e per fortuna non ci sono incomprensioni interne. Non le abbiamo proprio vissute. Decidiamo e lavoriamo in democrazia: il gruppo si confronta su tutto. Questo è un bel metodo di lavoro efficace che finora ha funzionato e che ci darà sicuramente solidità nell’azione amministrativa». Come sarà il rapporto con la minoranza, composta da persone esperte e pronte ad un controllo puntuale? «Mi auguro sia un rapporto di collaborazione, d’altro canto, siamo tutti qui per lavorare per il paese. L’interesse comune deve essere quello. Le elezioni sono finite ora. Quindi, a questo punto mettiamo da parte le differenze e vediamo se riusciamo a trovare una sintesi per lavorare assieme. Questo è il mio intendimento. Se poi non sarà possibile instaurare questo rapporto di collaborazione noi andremo avanti per la nostra strada. Ma mi auguro che questo non succeda».

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