Le origini della festività risalgono a diversi secoli fa quando in occasione della commemorazione dei defunti i bambini chiedevano Su Prugadoriu, un dono legato ai prodotti della terra. Ci si rivolgeva soprattutto al vicinato o ai parenti ai quali si chiedeva un obolo: poteva consistere in un dono di poche lire che raramente si riceveva considerate le ristrettezze economiche oppure si regalavano castagne, noci o noccioline, cioè quei prodotti che la montagna produce in questo periodo di Autunno. La terra e i suoi prodotti visti quindi nell’ottica di rinascita e di continuità. A compiere questa particolare questua erano anche gli enti religiosi che accoglievano i bambini e garantivano loro istruzione; approfittavano del periodo per raccogliere i fondi da destinare alla economia dell’istituto. Era facile individuarli perché si dotavano di una piccola sacca di colore bianco, bianco ad identificare la purezza del gesto.
Ormai già da alcuni anni per una coincidenza di calendario è usuale vedere a Seui come in molti paesi della Sardegna maschere di Halloween con il loro “dolcetto o scherzetto?”, ma nulla hanno a che fare con la tradizione dei bambini e delle associazioni religiose.
Nella ricerca delle origini de Su Prugadoriu non può mancare una lettura dal punto di vista delle commemorazione dei defunti: le anime del Purgatorio hanno pene più lievi da scontare; i parenti intercedono sia con la celebrazione delle messe sia con i doni ai bambini. La tradizione prevede anche di offrire un pasto in loro memoria: originariamente si era soliti cucinare is culurgionis, adesso li mangiamo tutti i giorni o quasi ma prima era una pietanza riservata ai giorni di festa o alle occasioni speciali. Ritorna anche in questo caso il discorso dei prodotti della terra, infatti il ripieno è a base di patate che in questo periodo dell'anno abbondano come materia prima dei contadini.
Sempre legato al Purgatorio in tema prettamente ecclesiastico va ricordata la recitazione del miserere, "su Miserere", testo liturgico recitato a memoria anche se con evidenti corruzioni linguistiche; i vecchi raccontano che ogni recitazione del canto allievi la pena di sette anni. Va precisato che il miserere non è una prerogativa di questo periodo dell’anno, ma viene già intonato anche il giorno dei funerali.
Da poco più di vent'anni la tradizione della commemorazione dei defunti si è arricchita con la sagra de "Su Prugadoriu", giunta quest'anno alla edizione numero ventitre. Il nome gli fu dato dopo una serie di incontri e discussioni tra i soci della Pro Loco e altri cittadini. L'organizzazione della manifestazione è stata contrassegnata da una progressiva crescita degli avvenimenti a contorno; trascorse infatti le prime edizioni che sono servite quasi da rodaggio, si è avuto un primo salto di qualità trasferendo l’ambientazione nel centro storico del paese congiuntamente al restauro delle botteghe artigiane e alla riscoperta degli interni delle vecchie abitazioni.
Da lì c’è stata una continua evoluzione segnata soprattutto dal caratterizzare la festa con una tematica, contraddistinta da una serie di dibattiti e di incontri con esperti e studiosi. In quest’ottica dobbiamo parlare del “museo della magia”, “S’omu de sa Maja”, inaugurato in un edificio storico del paese la cui esistenza è documentata sin dal 1600. Punto forte dell’esposizione è la figura di Catalina Lay, strega seuese processata nel 1853 d’innanzi al giudice inquisitore.
La struttura è parte integrante del Percorso museale monumentale seuhiense che oltre s’Omu de sa Maja comprende anche la Galleria civica, la Palazzina Liberty, il Carcere spagnolo e Casa Farci visitabili nei giorni della sagra insieme a tutte le altre manifestazioni: quattro giorni di festa animati da musica, spettacoli itineranti e visite guidate in un percorso di degustazione dei prodotti tipici del territorio.
Il primo Novembre e Domenica 3 sarà possibile raggiungere Seui viaggiando col trenino verde, con partenza dalla stazione di Mandas.
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