All’Exma di Cagliari: Danilo Sini, “Al Limite Del Ƨenso”


di Antonio Obinu Nell’ambito delle manifestazioni organizzate all’Exma di Cagliari, Centro Comunale di Arte e Cultura che ha individuato i suoi spazi espositivi lì dove sino al 1962 era operativo l’ammazzatoio comunale, riqualificato nel 1993 e restituito alla Città come luogo di cultura, dal 5 Luglio al 22 Settembre viene allestita la mostra dell’artista sassarese Danilo Sini “Al Limite Del Ƨenso”. L'Exma è tra le più importanti strutture del polo espositivo cagliaritano; è gestito dal Consorzio Camù che comprende anche il Ghetto e il Castello di San Michele. La Direzione artistica del polo è di Simona Campus, docente di Museologia all'Università di Cagliari. Nato a Sassari nel 1961, Danilo Sini si fa notare tra i giovani artisti della città sin dagli anni ottanta. I primi riconoscimenti arrivano intorno al 1985 quando dopo una prima mostra nel Centro Culturale Voltaire è tra gli artisti segnalati nella manifestazione Biennale Giovani promossa dal Comune; nello stesso anno prende parte alla collettiva Morbidi Toffè, che riunisce le migliori esperienze della cultura underground cittadina. Nel 1996 ha preso parte alla XII Quadriennale di Roma una mostra sugli artisti emersi negli ultimi anni intitolata Ultime Generazioni, inaugurata nel mese di Settembre nel Palazzo delle Esposizioni e nell’Ala Mazzoniana della Stazione Termini. È uno dei protagonisti del filone Glocal (globale-locale), cioè di quel movimento che opera per la tutela e la valorizzazione delle realtà locali pur all’interno della globalizzazione: in quegli anni di forti cambiamenti politici e sociali si sono poste le basi di un acceso dibattito artistico e culturali; l’autore è stato nell’isola una delle figure più significative di questo processo. Inizialmente alterna la ricerca visiva come musicista in un gruppo Punk a quella di creativo presso una agenzia pubblicitaria. Dagli anni Novanta si dedica soprattutto alla attività artistica, allargando però la sua esperienza ad ambiti differenti come, per esempio, quella di disegnatore di tatuaggi per riviste specializzate che avranno un forte impatto sul suo modo di sperimentare. La sua produzione è molto varia e spazia dagli oggetti/scultura alle installazioni, passando attraverso soluzioni pittoriche che combinano materiali e tecniche tra le più diverse; ma non esclude emblematiche contaminazioni nell'abito della fotografia e del video. La mostra, pensata come una antologica capace di restituire l'organicità del suo percorso, ma anche la complessità degli orizzonti culturali in cui la ricerca di Sini si è sviluppata, propone un approfondito excursus all'interno di una produzione ormai più che trentennale. Supportata da video e installazioni specificamente pensate per gli ambienti dell'Exma, l'esposizione comprenderà più di cinquanta opere realizzate tra i primi anni Ottanta e l'anno in corso. Tra le tante alcune opere storiche come i televisori/scultura, la sedia elettrica a dondolo, i bambini cattivi pentiti, i bambini topolini; sono in mostra anche diverse installazioni rivisitate come il coniglio serial killer e altri lavori fotografici. Al momento non è ancora confermata la presenza di una delle opere della Quadriennale che attualmente appartiene alla Fondazione Sardegna.

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