È uno dei protagonisti del filone Glocal (globale-locale), cioè di quel movimento che opera per la tutela e la valorizzazione delle realtà locali pur all’interno della globalizzazione: in quegli anni di forti cambiamenti politici e sociali si sono poste le basi di un acceso dibattito artistico e culturali; l’autore è stato nell’isola una delle figure più significative di questo processo.
Inizialmente alterna la ricerca visiva come musicista in un gruppo Punk a quella di creativo presso una agenzia pubblicitaria. Dagli anni Novanta si dedica soprattutto alla attività artistica, allargando però la sua esperienza ad ambiti differenti come, per esempio, quella di disegnatore di tatuaggi per riviste specializzate che avranno un forte impatto sul suo modo di sperimentare.
La sua produzione è molto varia e spazia dagli oggetti/scultura alle installazioni, passando attraverso soluzioni pittoriche che combinano materiali e tecniche tra le più diverse; ma non esclude emblematiche contaminazioni nell'abito della fotografia e del video.
La mostra, pensata come una antologica capace di restituire l'organicità del suo percorso, ma anche la complessità degli orizzonti culturali in cui la ricerca di Sini si è sviluppata, propone un approfondito excursus all'interno di una produzione ormai più che trentennale.
Supportata da video e installazioni specificamente pensate per gli ambienti dell'Exma, l'esposizione comprenderà più di cinquanta opere realizzate tra i primi anni Ottanta e l'anno in corso.
Tra le tante alcune opere storiche come i televisori/scultura, la sedia elettrica a dondolo, i bambini cattivi pentiti, i bambini topolini; sono in mostra anche diverse installazioni rivisitate come il coniglio serial killer e altri lavori fotografici. Al momento non è ancora confermata la presenza di una delle opere della Quadriennale che attualmente appartiene alla Fondazione Sardegna.
© Riproduzione riservata