Alessandra Manca è una giovane artista oristanese che, come ama definirsi, è una “persona tranquilla ma con una personalità a matrioska” da cui ogni tanto fuoriescono le varie incarnazioni. Tra le sue tante opere è possibile tracciare almeno due fil rouge, che vanno a fondersi nelle illustrazioni realizzate, proprio come filamenti di un tappeto che si intrecciano dando luogo a qualcosa di sempre nuovo e mai banale. Uno di questi elementi è senza dubbio la figura femminile, ritratta in ogni opera di Alessandra come protagonista assoluta.
«É un’immagine che mi si è impiantata presto in testa: mi piace la figura della donna sarda, imponente e dai silenzi pesanti. Così ho cercato di racchiuderla in una linea rigida e spessa, per me diventata metafora di uno stato d’animo, di una condizione esistenziale umana. L’universo femminile come protagonista è una scelta obbligata: sono stata cresciuta da tante donne diverse con le quali ho condiviso ciò che sono e che fanno capolino nelle mie tele in ogni momento. Ciò che faccio è una dedica per quanto ho ricevuto».
Altro tassello fondamentale è quello del vestito tradizionale isolano, utilizzato in modo originale e tale da non scadere mai nello stereotipo culturale.
«L’abito sardo con me si spoglia di qualsiasi velleità folkloristica e diventa il comun denominatore di questo convivio femminino: un simbolo di austerità e grandezza».
Una ricerca operata guardando ad artisti sardi come Lai, Ciusa, Palazzi e Biasi, o celebri pittori senza tempo quali Paul Gauguin e Henri Matisse, lungo un cammino personale che vuole raccontare una voce, un messaggio, un’idea. Un percorso “contaminato” poi anche dagli studi intrapresi da Alessandra, già storica dell’arte oltre che pittrice.
«L’influenza dei miei studi varia di volta in volta. Vivo un condizionamento indiretto di immagini, linee e concetti assimilati nel corso degli anni ad un livello tale che a volte ne perdo i confini. Cerco il parallelismo più nei titoli che nell’immagine, realizzare e produrre diventa una necessità piuttosto che un intento».
E per quanto riguarda il futuro, quali sono i progetti in cantiere?
«A dirla tutta qualche progetto c’è, anche se è ancora in fase embrionale. Al momento sono in cerca di una stabilità lavorativa e locativa che riesca a darmi la tranquillità per potermi concentrare sui miei lavori, in modo da accrescere e sviluppare questa mia grandissima passione».
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