>Adriano Podda di Villamar ha vinto, lo scorso gennaio, il concorso di presepi a Marrubiu organizzato dalle volontarie del gruppo “Cultura Arte Marrubiu”. L’evento, che era alla sua prima edizione, vedeva in gara ben tredici presepi che sono stati esposti nel museo de Is Bangius. Grande la soddisfazione per il vincitore, oramai considerato a Villamar e dintorni come un vero e proprio esperto in questo genere di costruzioni. «La vittoria - spiega Adriano - è stata tanto bella quanto inaspettata: ho partecipato al concorso senza conoscere nessuno né fra i partecipanti né tantomeno fra gli organizzatori; tutti i miei “avversari” erano persone di Terralba e Marrubiu. Il fatto che la mia opera sia stata considerata meritevole del primo posto rappresenta, oltre che motivo di grande orgoglio personale, anche soddisfazione per aver partecipato ad una gara dove il giudizio non è stato influenzato minimamente dalla provenienza dei partecipanti». A decretare il vincitore è stata una giuria di esperti che, dopo alcuni giorni di esposizione dei presepi in gara, non ha avuto alcun dubbio a far salire Adriano sul gradino più alto del podio. «La passione per la costruzione di queste opere particolari - racconta il protagonista - nasce sin da piccolo. A Villamar infatti si organizzavano nell’ambiente ecclesiastico questo genere di gare. All’epoca però non le vincevo mai (sorride ndr). Ho partecipato negli anni a seguire a tanti concorsi di questo tipo, non ultimo quello de Sa Corona Arrubia qualche anno fa, quando riuscìi a classificarmi al terzo posto. Quando inizio a costruire un presepe non ho segreti particolari e neppure un progetto iniziale in testa, vado a braccio con l’ispirazione del momento e proseguo così sino al termine dell’opera». I suoi presepi, nonostante seguano un percorso creativo, presentano però sempre delle caratteristiche peculiari. Per esempio gli addobbi, quali il muschio ed il sughero, sono sempre quelli del luogo, mentre gli edifici sono fatti con mattoncini che lo stesso Adriano costruisce con un impasto di gesso e cemento. Altra caratteristica che li contraddistingue è il fatto che i personaggi siano sempre in movimento e non manchi mai il classico ruscello dove l’acqua scorre in continuazione. «Tuttavia - tiene ancora a precisare - la costruzione di questo tipo di opere non è la mia unica passione: negli ultimi anni infatti mi sono specializzato nel riprodurre edifici storici del paese in miniatura, tra cui le sei chiese presenti a Villamar. Mi diletto poi nella costruzione di presepi più stravaganti: uno molto particolare che ho costruito è stato quello dove ogni statua dei personaggi secondari (escluse quindi quelle di Gesù, Giuseppe, Maria e i tre Re Magi) rappresentava singole mansioni lavorative svolte dai genitori dei bambini frequentanti l’asilo di Villamar. Potevi pertanto imbatterti nella statua del carabiniere, in quella del parrucchiere o ancora del muratore». Una passione quindi, quella di Adriano, che trova naturalmente il suo momento di massima rappresentatività nel periodo natalizio, ma che viene portata avanti l’intero anno. Lui stesso ammette che fra i suoi progetti futuri c’è quello di voler riprodurre alcuni scorci del paese in modo da mettere su una collezione di opere in miniatura che possa riproporre in tre dimensioni luoghi e paesaggi che potrebbero modificarsi col tempo. Al di là di quelli che saranno i prossimi obiettivi, rimane la soddisfazione per questo bel successo che non ha certo fatto aumentare le sue ricchezze in denaro, ma che gli ha sicuramente dato maggiore consapevolezza delle sue doti e una buona gratificazione per quanto fatto sinora. Conclude con una nota bella e toccante allo stesso tempo, a riprova di come dietro l’artista vi sia una persona umile e dall’animo nobile: «Sono felice per questo bel risultato e mi auguro di partecipare in futuro ad altri concorsi di questo tipo; intanto però mi godo questa soddisfazione e approfitto dello spazio che mi è stato concesso per dedicare questa vittoria a Claudio, mio figlio, che ci ha lasciato sei anni fa, il cui dolce ricordo porto sempre con me nel mio cuore». Simone Muscas
© Riproduzione riservata