Adriano Muscas: "Ripartiamo dalla sanità, dall'edilizia e dalla scuola. I giovani hanno il diritto di restare e lavorare in Sardegna"


Adriano Muscas, libero professionista, con alle spalle una lunga esperienza politica come assessor, consigliere comunale e presidente del consorzio industriale di Villacidro, è candidato alle regionali nella lista AlleanzaRossoVerdi per Alessandra Todde Presidente.
  • In che lista si è candidato/a e per quale motivo?
Sono candidato con la coalizione per Alessandra Todde Presidente, lista AlleanzaRossoVerdi perchè credo che le politiche e gli argomenti che portiamo avanti siano efficaci per disegnare un territorio migliore, ecosostenibile per avere  una qualità della vita che pensi non solo al presente ma che guardi al futuro per le nuove generazioni; Non dimenticando la grave situazione sulla natalità sarda dovuta appunto,  da dove emerge, appunto un dato che dice che la qualità della vita stia diventando discutibile. Quando in una società non ci sono nascite, c è da preoccuparsi.
  • Da dove ripartire per il rilancio del Medio Campidano
La prima cosa che metto in evidenza è la sanità sarda, abbiamo un apparato vecchio, operatori ospedalieri sull’orlo di una crisi di nervi, lasciati soli con evidenti carenze organizzative. Il covid non ci ha insegnato nulla; se pensiamo che nessuno voglia fare più il medico di famiglia, oramai una figura ricercata, facciamoci una domanda e diamoci una risposta..  questo è solo un esempio. Il territorio ha bisogno di avere una società attiva e in questo momento si vive troppa passività per via di politiche obsolete.
  • Su quali settori puntare? Quali sono le emergenza da affrontare subito?
Come dicevo prima, Sanità, Scuola, Agricoltura, edilizia di ritorno…..abbiamo un patrimonio urbanistico in evidente caduta libera. Le imprese edili devono poter lavorare su un nuovo piano paesaggistico regionale se vogliamo davvero recuperare i nostri borghi e centri urbani. Ci sarebbe da rivedere la riorganizzazione dei Gal e la riqualificazione del sistema ricettivo. Le famiglie sono sempre più in crisi, alcune senza stipendi e dove ci sta nemmeno basta. Lo impone il progresso, una conseguenza della digitalizzazione e la globalizzazione. Se non stai al passo, sparisci. La Sardegna e i Sardi non possono permetterselo.
  • Mancano i medici e il personale sanitario in ospedale e nel territorio: che cosa fare?
I medici mancano perché la politica ha attuato un sistema sanitario folle, è la conseguenza di                  riforme sanitarie che non hanno portato benefici né al personale medico né ai pazienti. Se penso     poi alle modalità dei tempi d'attesa, Troisi e Benigni ci direbbero che non resta che piangere. L’emigrazione di giovani è continua. Come arginare il fenomeno? I giovani hanno il diritto di emigrare ma hanno anche il diritto di restare. Il secondo diritto, lo vedo come una chimera perché le politiche attive sulle popolazioni sono vecchie e superate. Mancano i concorsi.  I comuni hanno il patto di stabilità da rispettare e di conseguenza sono ingessati, tanto è vero che sarà difficile trovare le giuste soluzioni per spendere anche i fondi del PNNR perchè spesso ci si imbatte in progetti inutili e o ripetitivi che non giovano alle comunità. Spendere i fondi in questa maniera non ha senso, i progetti devono avere un obbiettivo. La Sardegna deve essere al centro del Mediterraneo, non sulla carta ma sulle certezze di politiche comunitarie, lo dobbiamo a chi verrà dopo di noi.
  • Due buoni motivi per cui gli elettori dovrebbero votarla.
Esperienza amministrativa, sono stato Assessore ambiente e Servizi Tecnologici a Villacidro, Presidente del Consorzio Industriale del Medio Campidano. Il secondo motivo sta nel coraggio di dire sempre, nei modi giusti e garbati, quello che può anche non piacere ; Non mi sentirei mai ne uomo e ne politico se pensassi il contrario. Da libero professionista penso di averlo dimostrato  e la politica soffre perché davvero, spesso ci sta dentro gente senza spirito di servizio. Questo è un danno, non tanto per chi governa ma per chi subisce la politica.
  • La dispersione scolastica è altissima e molti giovani non terminano gli studi. Che fare?
Ripartire dal dialogo con i ragazzi all'interno delle proprie famiglie. Non si può scaricare tutto sulla scuola quando poi alla base c'è un distacco socio culturale ed affettivo. La scuola fa la sua parte ma tutti dobbiamo farci un esame di coscienza. I ragazzi, oggi sono insicuri e non possiamo che rimarcare il bisogno di politiche inclusive che spesso sono venute a mancare. La Scuola è in continua evoluzione e dobbiamo marcare decisamente il territorio non puntando sulle autonomie scolastiche ma puntare alla qualità dell’ insegnamento tutelando docenti e studenti.  Non dimentichiamo poi che i ragazzi sentono troppo il peso delle difficoltà degli adulti che conseguentemente  producono chiusure caratteriali e poca attenzione sui loro obbiettivi…è un discorso lungo ma penso di esser stato chiaro.  D'altronde , C ’ è ancora un domani

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