Acadèmia de su Sardu: la politica linguistica della Regione è superata


di Lorenzo Argiolas
C’è agitazione nel movimento linguistico sardo a seguito della pubblicazione dell’ultimo bando regionale Imprentas 2021-2022 per l’utilizzo della lingua sarda nell’editoria. In prima linea l’associazione Acadèmia de su Sardu che, attraverso un comunicato, critica la politica linguistica adottata dalla Regione: «La Acadèmia de su Sardu è molto preoccupata per la politica linguistica che la RAS dimostra di voler portare avanti con questo bando, dal momento che, riproponendo l’utilizzo generalizzato della Limba Sarda Comuna per quanto attiene il sardo, ripresenta una politica linguistica vecchia e superata. L’approvazione infatti della L.R. nr 22/2018 disciplina in maniera diversa l’utilizzo dello standard linguistico». Nel bando, per le Linee A e B, la Regione Autonoma della Sardegna afferma che potranno essere finanziati i progetti che utilizzano la Limba Sarda Comuna (si raccomanda infatti a coloro che riceveranno i finanziamenti di mantenersi coerenti con le indicazioni dei punti 3 e 4 dell’Allegato alla DGR 16/14 del 14/04/2006). La Limba Sarda Comuna è una proposta sperimentale solo ed esclusivamente per i documenti in uscita dalla RAS e non è lo standard ufficiale della lingua sarda. «Tutti - continua il comunicato - sono a conoscenza, fin da quando fu pubblicata, che la Limba Sarda Comuna è uno standard artificiale che calpesta le macrovarietà della Lingua sarda, cioè il sardo logudorese/nuorese ed il sardo campidanese, e in maniera più forte, tutte le parlate che sono riconducibili a quest’ultima macrovarietà del sardo». Secondo l’Acadèmia de su Sardu dunque questo bando sarebbe discriminatorio in quanto va contro tutti quegli editori, operatori e giornalisti che non utilizzano la Limba Sarda Comuna, inoltre, in riferimento alla produzione di strumenti didattici per la scuola, rischierebbe di imporre libri scritti in uno standard così lontano dalla maggior parte delle parlate locali. «In assenza di uno standard ufficiale - concludono i componenti di Acadèmia - noi pensiamo che la RAS non possa e non debba obbligare alcuno ad utilizzare la Limba Sarda Comuna, ma debba lasciare la libertà di poter utilizzare tutte le norme ortografiche che fino a questo momento sono state proposte ed utilizzate già da diversi anni dagli operatori del movimento linguistico e dalle case editrici che con le proprie produzioni sostengono la lingua sarda. Per questi motivi dunque Acadèmia de su Sardu chiede che nei prossimi bandi della RAS non vi sia più obbligo di utilizzo della norma LSC».

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