A piccoli passi ma … una guerra vera


di Sandro Renato Garau
Un paese esteso due volte l’Italia, il secondo dopo la Russia Europea, 33 milioni di cittadini ucraini, 7 milioni circa di russi e 2 milioni appartenenti ad altre etnie. “No alla guerra. Vicinanza e Solidarieta’ al Popolo Ucraino”. Questo il messaggio che domenica 27 febbraio i guspinesi che hanno voluto mandare, senza equivoci per condannare quanto stava avvenendo e ancora avviene in quella parte di mondo ai confini con la Russia. Da allora, dopo due settimane di guerra i profughi che chiedono rifugio sono circa 2 milioni e mezzo, 1 milione dei quali bambini, poi donne, disabili, anziani che stanno attraversando con ogni mezzo i confini della loro nazione per trovare riparo nella vecchia Europa. Ai confini dell’Ucraina decine di volontari di molte nazioni e associazioni accolgono i disperati. Con cambiamenti così repentini, cambia anche lo status di rifugiati e, soprattutto nel disbrigo delle pratiche si dovrebbero snellire la burocrazia e facilitare l’eliminazione dei disagi più immediati. Il commissario UE agli Affari interni Ylva Johansson qualche giorno fa scriveva che “Ue è unita per salvare vite umane" e parlando delle norme sull’accoglienza diceva che i profughi “avranno un permesso rinnovabile, sanità e istruzione”. Gli stessi  ministri dell'Interno dell'Unione europea, nel Consiglio giustizia e affari interni a Bruxelles, negli stessi giorni, hanno saggiamente stabilito che: l'Ue accorderà una protezione temporanea a coloro che fuggono dalla guerra in Ucraina. Speriamo si riesca!!! Finalmente si prova a parlare la stessa lingua. Ursula von der Leyen qualche giorno fa quando parlava di profughi si riferiva a circa 668 mila persone che chiedevano rifugio: "Proponiamo di attivare il meccanismo di protezione temporanea per garantire loro uno status sicuro. Se lo meritano". Peccato che oggi le stime, le distruzioni e gli assedi delle città ipotizzino 2 milioni e mezzo di persone in fuga tra i quali 1 milione e mezzo di bambini. E non pare finita. È chiaro che i conti stanno peggiorando e che la guerra sta mietendo vittime, quelle sempre innocenti, se non altro perché non hanno voluto la guerra! Al di là delle protezioni temporanee o meno, gli echi di guerra sono portati dal vento dell’est anche da noi. Il Gabinetto del ministro dell’Interno in una nota su: Asilo e immigrazione dell’8 marzo 2022 indirizzata ai Prefetti della Repubblica, ai Commissari del governo, per le province autonome di Trento e Bolzano, al Presidente della regione autonoma Valle d’Aosta e e per conoscenza, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Protezione Civile, al Dipartimento della Pubblica Sicurezza e al Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione richiama alcuni aspetti molto vicini all’agire comune: “In conseguenza dell’aggravarsi del conflitto bellico tra Russia e Ucraina, con delibera del Consiglio dei Ministri del 28 febbraio 2022, è stato dichiarato, fino al 31 dicembre prossimo, lo stato di emergenza in relazione all’esigenza di assicurare soccorso e assistenza alla popolazione ucraina sul territorio nazionale”. Nel dettaglio le disposizioni successive dall’alto in basso coinvolgono anche la protezione civile i comuni che dovranno farsi carico, in solido della situazione. La circolare non trascura neanche la pandemia nella quale tutto il mondo si trova indicando le normative nazionali da rispettare all’entrata e all’uscita dallo stato italiano: “Si attira l’attenzione, infine, anche per i profili di interrelazione con le autorità sanitarie regionali, sulle disposizioni recate dall’art. 2, volte a sollecitare l’adesione dei profughi ucraini alla somministrazione di vaccini anti-COVID, nonché alla sottoposizione ad altre misure di profilassi che pure avvengono a mezzo di vaccino”. La circolare precedente del Dipartimento per le Libertà Civili e l'Immigrazione, sempre del Ministero dell’Interno metteva in evidenza alcuni aspetti del decreto-legge 28 febbraio 2022, n. 16. Accoglienza dei cittadini ucraini. Che pare essere superato dagli avvenimenti o almeno aggiornata a queste ore. Anche a Guspini, favoriti, probabilmente dalla presenza di un buon numero di cittadini ucraini, stanno arrivando alcuni profughi che chiedono di essere rifugiati. Le notizie sono frammentarie e corrono di voce in voce tra la popolazione. Alcuni cittadini hanno dato la disponibilità ad accogliere, le associazioni di volontariato che da sempre si occupano di chi è in difficoltà hanno detto sì, le istituzioni, non ancora coinvolte ufficialmente dalle prefetture o dagli organi predisposti al coordinamento sono pronte a quanto succederà. Al momento, i profughi dall’Ucraina, a Guspini sono ospiti di famiglie di parenti o conoscenti.

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