A Pabillonis si gira un cortometraggio sulla civiltà nuragica


di Anna Luisa Garau
  Nella palestra dell’ex scuola media a Pabillonis, sono iniziate le riprese del cortometraggio “Cast in bronze”. Un progetto, voluto fortemente da Andrea Garau, che con Mario Giua Marassi si sono occupati della sceneggiatura. La produzione porta la firma d Francesco Cheratzu, con la guida del regista Mario Giuia Marassi, che ha coordinato l’equipe tecnico artistica, «revocando l’emozione giusta al momento giusto», afferma lo sceneggiatore Andea Garau, che è nato il 19 settembre 1989 a Cagliari, dove ha frequentato il liceo classico Siotto e si è laureato nell’ateneo cagliaritano. Il giovane sceneggiatore, attraverso il progetto, ha voluto rendere omaggio al paese di cui sono originari i suoi genitori, Antonio Garau e Maria Grazia Carta. Le prime riprese sono iniziate dopo un anno e mezzo di intenso lavoro. Partner del progetto, il Comune di Pabillonis, che ha messo a disposizione, tramite convenzione, gli spazi per realizzare le scenografie e la ricostruzione di diversi monumenti, tra cui un nuraghe, un pozzo sacro e le tombe dei giganti. La sceneggiatura prevede numerose riprese al chiuso, che saranno girate a Pabillonis, e all’aperto, coinvolgendo il paese del Medio Campidano e altri del Sud Sardegna. Tra le location anche l’agriturismo Surbiu di Pabillonis. Il cortometraggio racconterà una società nuragica, lontana dagli stereotipi, attraverso la storia di due giovani. Molte le professionalità di spicco che nei diversi ruoli partecipano alla realizzazione del progetto. L’attrice Lia Careddu , che interpreta la sacerdotessa anziana, Federico Saba il generale nuragico, Walter Siccardi, le adepte impersonate da Sara Lecis e Adele Armas, il capo stuntman, Alessandro Atzeni archeologo consulente ed esperto di armature dell’era nuragica. Viene raccontata l’epopea di due ragazzi, il letocor, protagonista maschile interpretato da Mauro Massa, e Iscurti, protagonista femminile, interpretata da Emanuela Fanni, nelle varie fasi della loro vita, che dovranno poi votarsi totalmente alla società di cui fanno parte e quindi abbandonare i loro sogni per diventare, non per scelta, un guerriero e una sacerdotessa. Attraverso la loro storia viene raccontata la Sardegna nuragica. Nelle scene saranno coinvolte tantissime comparse che verranno reclutate da uno staff, con la collaborazione dell’associazione di rievocazione storica e archeologia sperimentale “Memoriae Milites” di Cagliari che si occuperà anche dell’integrazione dei costumi. La sceneggiatura scritta in italiano è stata poi tradotta in protosardo dal professore Mauro Maxia, esperto linguista, rendendo le scene ancora più fedeli alla realtà di quel periodo, arricchendole di quelle sonorità, caratteristiche della lingua sarda. Le scene finali  saranno girate a Pabillonis nel mese di giugno e porterà notorietà e un arricchimento culturale, in quanto per la prima volta si girerà un cortometraggio con queste caratteristiche. Entrando all’interno degli spazi adibiti a set si respira un’aria suggestiva, che sembra riportarci indietro in quel tempo lontano, grazie alla ricostruzione fedele delle location da parte di Piero Obinu, come pure il feeling tra i diversi attori coinvolti nella recitazione e negli altri ruoli che creano un clima coeso, quasi familiare, similmente a un grande puzzle, dove ogni pezzo è fondamentale. Una grande sfida per il giovane scenografo Garau e per tutta la troupe. Non abbiamo dubbi sul grande successo del cortometraggio: quando professionalità, passione e impegno si uniscono non potrebbe essere diversamente.

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