La ceramica rappresenta la tutela delle tradizioni, ma anche l'espressione del contemporaneo attorno alla quale ruotano importanti iniziative culturali. Con questi presupposti è stato impostato il percorso artistico-culturale, finalizzato a valorizzare e promuovere le tradizioni della ceramica a Pabillonis, paese del Medio Campidano, conosciuto come "Sa bidda de is pingiadas".
Nei locali del Centro di aggregazione sociale, si è svolto “Pingiadas, festival della pentola in ceramica”, giunto alla seconda edizione e promosso dall’associazione internazionale “Città della terra cruda“. L’evento, coordinato da Silvia Piras, è nato con la finalità di recuperare l'antica tradizione pentolaia di Pabillonis. I ceramisti locali Anna Cara, Guglielmina Mugnai (nota Mimma), Ugo Serpi e Gianpaolo Porcu, in qualità di tornista, hanno lavorato, gomito a gomito, con i designer, provenienti dalla penisola, Tonio Bisconti (Puglia), David Riganelli (Veneto), Lauren Moreira (brasiliana residente nel Friuli). A unirli l'amore per la ceramica, per le tradizioni e per il bello.
Per il gruppo di lavoro sono stati dieci giorni fittissimi di impegni. «Sembrerebbero tanti», afferma la coordinatrice Silvia Piras, «ma non per gli addetti ai lavori, che hanno fatto della passione una professione».
I dieci giorni non sono stati solo rose e fiori. «Non sono mancati i malumori» sostiene Piras Silvia, «come è naturale che succeda nei gruppi di lavoro in formazione, ma il tutto è stato caratterizzato dall'allegria, dall'impegno, dalla serietà e dalla voglia di raggiungere gli obiettivi prefissati». «Condividere un'idea», aggiunge la coordinatrice, «e farla transitare verso mani altrui, farla semplicemente comprendere, apprezzare riconoscendone la bellezza oggettiva è sempre molto difficile e arduo e lo è ancora di più quando questa condivisione avviene tra artisti artigiani ognuno con le proprie esperienze e il proprio temperamento, persone dall'aspetto apparentemente duro ma dal cuore tenero, diversamente non potrebbero produrre oggetti di così tanta bellezza in cui arte, professionalità ed emozioni profonde si intrecciano e creano autentiche opere d'arte».
«Il risultato è stato al di sopra delle aspettative», precisa la coordinatrice, convinta che simili iniziative avranno un seguito importante a Pabillonis, «perché la rivisitazione del passato in chiave moderna non può che essere un'idea vincente. Fondamentale è stato il contributo dei ceramisti Mimma Mugnai e Ugo Serpi per le loro capacità tecniche e per i loro contatti in loco e nel territorio», sottolinea la dottoressa Piras.
Diversi ceramisti del territorio, tra cui Fernando Marrocu e Walter Usai, si sono confrontati nelle loro attività. Hanno parlato delle loro esperienze con l'argilla e hanno esaltato la qualità di quella usata dai pentolai di Pabillonis che rendeva i manufatti più resistenti e impediva che si spaccassero durante la cottura, conoscenza nota anche in passato. I ceramisti ospiti hanno poi risposto alle domande del pubblico.
La giornata finale è iniziata con l'esposizione de is pingiadas della storica fornace di Giuseppe Piras , della produzione contemporanea dei ceramisti locali e delle pentole realizzate dai ”pentolai in residenza”. Nel pomeriggio è stato presentato da Danilo Rigon il primo concorso di design della pentola, che permetterà a chiunque di partecipare alla realizzazione della pentola del terzo millennio, che deve tenere conto delle tradizioni, ma che deve accogliere l'espressione del contemporaneo.
I dettagli del concorso sono pubblicati nel sito dell'associazione.
È stato proiettato il video-documentario “Pabillonis bidda de is pingiadas“ del regista sardo Andrea Mura ed è stato consegnato il marchio Pingiadas 2019.
La giornata si è conclusa con una degustazione accompagnata dalle note melodiose dell'Udu, caratteristico strumento in ceramica, con Yishad Zonza alle percussioni e Santino Cardia ai fiati.
Il tutto è stato preceduto dal cooking show, uno spettacolo di cucina, presentato dallo chef pentolaio di Pabillonis Alessandro Schintu, che ha presentato e cucinato con le nuove pentole da fuoco. «Ho visto occhi stupiti, increduli per i risultati ottenuti», conclude Silvia Piras, «sono arrivate persone che non mi aspettavo di vedere, che hanno percorso tanti chilometri pur di partecipare all'evento. Ma ho visto soprattutto un futuro per tutto il gruppo dei magnifici “sette”. Voglio ringraziare tutti quelli che hanno collaborato alla riuscita del Festival».
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