Oggi ci tiene compagnia il bel tema di Andrea Costorella, della quarta elementare del "G. Dessì", che con grande precisione delinea le difficoltà dell'essere costretti a casa, lontani da alcuni degli affetti più cari e dei propri amici A casa al tempo del Coronavirus Da quasi un mese siamo a casa, cioè non andiamo a scuola a causa dell’emergenza sanitaria coronavirus. Il coronavirus è una malattia pericolosa che attacca i polmoni ed è molto contagiosa e purtroppo non c'è un vaccino ma neanche una cura. Così lo Stato ha deciso di chiudere le scuole per evitare di contagiarci a vicenda. Io per il momento sono ancora molto sereno, ma non so quanto durerà soprattutto ora che è arrivato il bel tempo. A casa mia, ho tutto quello che mi rende felice. Ho dei giochi, la Tv, i libri e il bel giardino dove posso giocare a pallone con mio fratello. Qui sembrerebbe una vacanza, ma non lo è, non c’è più la serenità di prima. Anche nei rapporti con gli altri, viviamo tutti a distanza almeno di due metri. Usciamo con guanti e mascherine, non ci abbracciamo e non ci stringiamo più la mano e per rispettare i nostri nonni non possiamo più andarli a trovare. Quando penso a prima mi mancano tante cose e soprattutto abbracciare le persone che voglio bene. Sembra passato un secolo!!! Non vedo l’ora di uscire e rifare le cose di ogni giorno e di incontrare tutto le persone che non vedo da un po’. *IV Dessì
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