A casa al tempo del Coronavirus


 di  Letizia Caterina Muntoni*
 I parte Il 4 marzo, di sera, stavamo “festeggiando” la nostra Prima Confessione con i miei compagni, quando è arrivata la notizia che la scuola sarebbe stata chiusa, e da lì a poco anche tutte le altre attività, per precauzioni perché anche in Italia c’è il Coronavirus ed è salito il contagio. All’inizio, da bambina, pensavo fosse relax, poi però ho iniziato a sentire la mancanza di amici, maestre e compagni. Si, è vero, l’ho presa un po’ sottogamba, ma ora che ho capito, sono felice perché a quest’ora che fine avrebbe fatto il mondo se non avessero chiuso tutto? I primi giorni mi sono chiesta: “ma come fa questo esserino minuscolo a creare così tanti danni?”... Il telegiornale non fa altro che parlare di questa emergenza e purtroppo parlano di tanti malati in condizioni buone o gravi e soprattutto di tanti morti. Sono molto preoccupata per mio zio e per mia zia. Lui è medico volontario in un ospedale a Nuoro, lei è un’infermiera in un ospedale a Cagliari e quindi sono entrambi a stretto contatto con i pazienti e con questa emergenza. Ho paura per loro perché più di tutti, hanno più probabilità di venire a contatto con il virus. Purtroppo, la lontananza non mi aiuta a superare le preoccupazioni e fa aumentare i momenti tristi. Per non sentire la mancanza e la lontananza, quando noi e loro siamo liberi, facciamo qualche videochiamata così ci possiamo vedere e rincuorarci che stiamo tutti bene. Per loro sono preoccupata ma allo stesso tempo orgogliosa perché, ora soprattutto, fanno un lavoro importantissimo. Ai telegiornali hanno parlato spesso di loro “angeli” di questo brutto momento, anche se una parte importante la dobbiamo fare anche noi, rispettando le regole. Riusciamo a mettere da parte un po’ di preoccupazioni perché, per fortuna, non ci annoiamo mai: giochi, compiti, quiz ci tengono la mente allenata; chiamare amici, parenti e zii, ci diverte; insomma, basta un po’ di felicità per mettere da parte la preoccupazione. Fare scuola in questo periodo non è semplice ed è anche un pò noioso, però, pensandoci bene, è un modo in più per tenerci uniti con compagni e maestre anche se solo con il pensiero. In questo periodo ci sono state proposte delle attività a livello nazionale, per esempio, ci siamo affacciati tutti ai balconi o alle finestre per un lungo e caloroso applauso dedicato a medici, infermieri e operatori sanitari ma soprattutto all’Italia che resiste. È stato emozionante sapere che tutti combattono la tristezza anche con la musica, come il giorno che ognuno con i propri strumenti ha suonato l’“Inno alla Gioia” e “Dolce sentire”. Anche io e i miei compagni di classe abbiamo partecipato, con i nostri flauti e tutto il nostro entusiasmo. Abbiamo esposto anche nei nostri balconi dei manifesti e cartelloni con l’immagine di un bellissimo arcobaleno come segno di speranza e serenità. Stare in casa, senza poter frequentare gli amici, i parenti, la scuola e lo sport, è difficile e triste. Ma una cosa c’è di positivo: stiamo riscoprendo, in modo più forte, il valore della casa e della famiglia, lavorando e collaborando per tutto ciò che rende la nostra giornata più bella: sto imparando anche a fare la pizza!!! Questo momento ci ha reso ancora di più tutti fratelli e abbiamo capito i tanti problemi che spesso sono presenti nella quotidianità ma non evidenti e che, oggi soprattutto, vengono alla luce. Spero con tutto il cuore che tutto questo termini in fretta, così da poterci riabbracciare e tornare alla serenità di tutti i giorni. Solo in quel momento potremo dire non più “ANDRA’ TUTTO BENE” ma “E’ ANDATO TUTTO BENE!” [caption id="attachment_69964" align="alignleft" width="381"] Letizia Caterina Muntoni[/caption]

A casa al tempo del Coronavirus

II parte   In questi giorni siamo tutti un po’ più pensierosi, perché ormai sono passate davvero tante settimane ed è davvero tanto tempo che siamo in casa lontano da parenti e amici e ho il pensiero di come possano stare e come stanno trascorrendo le loro giornate. Siamo nervosi perché avevamo tanti progetti in mente con l’arrivo delle belle giornate, ma purtroppo non siamo riusciti a portare avanti e chissà quanto riusciremo a fare. Non vediamo l’ora di uscire!!!! Ma se non possiamo uscire, perché non mettersi sul balcone o in giardino e immaginare il nostro posto relax? Io per trascorrere il tempo ho fondato un club. Questo club si chiama: “Bisogna Amare La Terra e Il Mare” (a dire il vero in questo club ci siamo solo io, mia sorella e la nostra gatta Agata!). Il nostro punto d’incontro è una tenda che abbiamo messo fuori, in giardino. Per il progetto abbiamo scritto una canzone- slogan e ho intenzione di usare dei volantini pubblicitari da far avere ad amici e alle nuove conoscenze che spero di fare, con la speranza che presto potremo rincontrarci e giocare insieme, perché significherebbe che questo virus è stato sconfitto. Ho fondato questo club perché ho notato che il clima si stava riprendendo, essendoci poche macchine in giro e tante fabbriche chiuse. Il cielo è più limpido, si sente di più il profumo dei fiori, ci sono più uccellini e dai telegiornali abbiamo sentito e visto che gli animali stanno ripopolando i loro habitat e alcuni curiosi sono scesi anche nelle strade. Nel porto di Cagliari, dove finalmente si vede il fondale, ci sono i delfini, nelle strade di Quartu i fenicotteri… Insomma se ne sono visti tanti anche nel resto del mondo. Questi giorni, anche se brutti da trascorrere, ci hanno insegnato che bisogna rispettare la natura e gli esseri viventi; spero che l’uomo impari e capisca da questo insegnamento, visto che già dai primi giorni di uscite autorizzate si sono raccolte dalle strade mascherine e guanti. Quando finirà questo periodo COVID, vorrei diffondere il mio club, ma soprattutto vorrei trascorrere del tempo con i miei familiari. Proprio con loro, durante una videochiamata, abbiamo pensato di vederci appena possibile, per una “pizza casalinga”: mio padre impasterà, mia nonna preparerà il sugo, mamma affetterà i condimenti, zio Mariano si occuperà delle verdure, noi bambini condiremo, zio Checco infornerà, nonno dividerà le pizze in porzioni uguali e tutti insieme mangeremo e festeggeremo l’Italia che non si arrende mai e che vince!   *IV A scuola elementare “G.Dessì” Guspini maggio 2020

L'autore: 

Lei è Letizia Caterina. È solare, brillante e altruista. È curiosa e ama conoscere ciò che la circonda. Spesso si ritrova tra le nuvole; ma solo perché la sua mente è sempre pronta alle nuove scoperte e conquiste. Ama la lettura, la recitazione e la musica. Gioca a baseball. Ama mettersi in gioco e stare in mezzo alla gente.

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