Ci troviamo in piena emergenza da Coronavirus ma non per questo dobbiamo scordarci di quanto accaduto in Ucraina il 26 Aprile 1986 le cui conseguenze sarebbero potute essere ancora peggiori della situazione che oggi viviamo. Siamo infatti troppo impegnati a discutere di mascherine, autocertificazioni e di vaccini; parliamo già di come uscire dalla fase 2 oppure se essere favorevoli o contrari ad una App da installare nei nostri smartphone, ma abbiamo completamente ignorato la notizia di un vasto incendio sviluppatosi il 6 Aprile scorso all’interno della cosiddetta zona di alienazione, un anello di sicurezza largo circa 30 chilometri intorno alla centrale. (Fonte 3bmeteo.com).
L’esplosione del 26 Aprile 1986 fu paragonabile all’esplosione simultanea di più di 100 bombe nucleari analoghe a quelle che nel 1945 erano esplose su Hiroshima e Nagasaki.
La popolazione bielorussa fu la più colpita; in ricordo di quel tragico incidente riceviamo e volentieri pubblichiamo la dichiarazione del Consolato Onorario bielorusso in Sardegna: “Sono passati 34 anni dal grave disastro nucleare che colpì in particolare la Repubblica Belarus dove è ricaduto oltre il 70% del materiale radioattivo fuoriuscito dalla centrale di Chernobyl. Tanti gli stati che hanno teso la loro mano con centinaia e centinaia di migliaia di bambini bielorussi ospitati in tutto il mondo per un salutare cambio d’aria. L’Italia da sola ne ha ospitato più della metà, la Sardegna è stata protagonista con migliaia di famiglie sarde accoglienti, in un movimento di solidarietà che continua ancora oggi, anche se, le note vicende legate all’emergenza sanitaria COVID-19, oggi non permettono di fare previsioni sulla possibilità che questa estate i bambini bielorussi possano essere ospitati in Italia e nell’Isola, ma le organizzazioni umanitarie e le famiglie hanno come sempre predisposto tutto per l’accoglienza nell’attesa dell’evoluzione della situazione. Grazie Sardegna per la generosità, per la costanza, per l’impegno a favore dell’infanzia bielorussa. Da una tragedia è nato un rapporto di collaborazione e amicizia che oggi è ancora più intenso e forte.”
(Foto consolato bielorusso in Sardegna)
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