2 aprile: Giornata Mondiale dell’autismo


di Claudio Castaldi
  Domenica 2 aprile, oltre alla festività religiosa della “Domenica delle Palme”, che ci apre alla settimana santa per concludersi con la Pasqua, ricorre la giornata dedicata all’Autismo, condizione dello sviluppo che comporta ristrettezza di interessi e ripetitività nelle azioni. Per conoscere al meglio questa patologia e “trarne conoscenza da questa ricorrenza”, vorrei presentarvi un libro del prof. Marco Pontis, “Autismo a scuola, cosa fare e cosa non?”, una guida rapida in forma di decalogo rivolta a famiglie e insegnanti con bambini affetti da questa patologia. Le immagini del libro sono di Carciofo Contento, edito nel 2021 dalla casa editrice Erickson. [caption id="attachment_112036" align="alignleft" width="150"] Marco Pontis[/caption] L’autore è docente di Pedagogia e Didattica speciale per le disabilità intellettive e i disturbi generalizzati dello sviluppo e di Pedagogia e Didattica speciale per la collaborazione multiprofessionale presso l’Università di Bolzano, si occupa da oltre vent’anni di didattica inclusiva. È autore di numerosi articoli scientifici e materiali didattici. Questo libro è nato proprio dal fatto - come dice l’autore - di un sussidio per le famiglie nell’accompagnamento scolastico dei figli, ma anche per gli insegnanti e quelli di sostegni che seguono questi bambini con DSA (DiSturbi Apprendimento) con la collaborazione di un team di professionisti, docenti e amici. Il presupposto essenziale da cui parte tutto il decalogo è quello di pensare sempre al soggetto affetto da qualsiasi disabilità non come un emarginato ma da integrare. Ecco perché molto spesso la sensibilizzazione dei compagni e degli insegnanti è fondamentale e necessaria. Molto spesso si assiste a casi dove un insegnante ignaro della patologia di quell’alunno o anche genitori ignari nel riconoscere quella malattia nel figlio, si sentono presi in giro e magari puniscono i figli per colpe a loro non imputabili ma dovute a manifestazioni di comportamenti sintomatologici di quella malattia. Partendo realmente da quest’ottica si può entrare nel profondo di questa guida. L’autore ci lascia con un quesito: «Perché il bambino con autismo ha comportamenti problematici, ma non è un bambino problematico?». Ecco lascio a voi la lettura del decalogo sperando che possa veramente considerarsi un ottimo strumento di riflessione e di ausilio.

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